Salone Updates: Zona Ventura riscopre il marmo. Grazie alle creazioni di Mendini, Boeri, Ulian e Giovannoni per Robot City e al live-show di David Bryan, con il tastierista di Bon Jovi a suonare un piano made in Carrara

Di pesante ha ormai solo l’eredità di un glorioso passato, eternato nei capolavori della statuaria classica e nella felice stagione del Rinascimento, arrivando poi attraverso i Canova e i Wildt fino agli scultori più vicini a noi. Il marmo si fa oggi etereo, sinuoso, quasi impalpabile; velo che l’industria di settore riesce a tessere con […]

La poltrona Proust di Mendini in marmo

Di pesante ha ormai solo l’eredità di un glorioso passato, eternato nei capolavori della statuaria classica e nella felice stagione del Rinascimento, arrivando poi attraverso i Canova e i Wildt fino agli scultori più vicini a noi. Il marmo si fa oggi etereo, sinuoso, quasi impalpabile; velo che l’industria di settore riesce a tessere con risultati semplicemente pazzeschi. Arrivando con margini di perfezione certosina a tagli che si spingono fino a due millimetri di spessore. Condizione che offre ad uno dei materiali più nobili nuove possibilità di sviluppo formale: come dimostra l’esperimento che ha visto coinvolte, in Zona Ventura, quattro grandi firme del design e dell’architettura italiana. Chiamate alla prova del marmo da Robot City, nuova avventura d’impresa pensata da Gualtiero Vanelli, erede di una delle storiche famiglie toscane del marmo, che preme oggi sull’acceleratore della sintesi fra tradizione e innovazione tecnologica.

Uno scambio generazionale, con la riedizione in marmo di progetti che hanno fatto la storia del made in Italy e la presentazione di nuovi prodotti: partendo dalla leggendaria poltrona Proust di Alessandro Mendini e arrivando al Tavolo Onda ripensato da Cini Boeri – con la complicità del figlio Stefano – sostituendo al legno del bozzetto originale una elegante linea minerale. Gioca con impensabili ergonomie Stefano Giovannoni, che attorno al suo Rabbit Tree accomoda sedute a forma di paffuti conigli che sembrano usciti da un cartoon; mentre Paolo Ulian (in duo con Moreno Ratti) sembra guardare a reminiscenze più classiche con Comb, libreria e al tempo stesso panca, ridotta ad una impressionante essenzialità.

Per chi ancora nutrisse dubbi sulla duttilità del materiale valga a titolo di esempio la furiosa esibizione di David Bryan, accomodato a un pianoforte a coda customizzato dalla Steinway proprio in marmo. Ad accompagnare l’uscita di Robot City è la seconda edizione di Carrara Idol, evento glam-pop che lo stesso Vanelli ha ospitato due anni fa nella spettacolare cornice di una cava del carrarese, e che porta a Milano come tappa intermedia sulla via di New York.

Sul palco lo storico tastierista e co-fondatore dei Bon Jovi, che alterna pezzi storici della band del New Jersey a cover di lusso: da Hallelujah di Leonard Cohen a When Love Comes To Town della premiata ditta U2 – B.B. King.

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.