Salone Updates: un cono di luce a spasso per Milano. È CuHop, lampada che i campani Archiattack portano a Superstudio Più

Quelli che parlano bene lo definiscono street food, nonostante l’anglismo non si sposi granché bene con la sua natura immediata, ruspante, popolare e popolana. La stessa che rende impossibile – semmai alla stregua di un affronto – cercare una traduzione cool per il termine cuoppo, con cui si indica in Campania il cartoccio a forma […]

CuHop a Superstudio Più - foto Lorenzo Palmieri

Quelli che parlano bene lo definiscono street food, nonostante l’anglismo non si sposi granché bene con la sua natura immediata, ruspante, popolare e popolana. La stessa che rende impossibile – semmai alla stregua di un affronto – cercare una traduzione cool per il termine cuoppo, con cui si indica in Campania il cartoccio a forma di tronco di cono che agli angoli delle strade, davanti alle friggitorie, si riempie generoso di verdure in pastella e altre delizie passate in olio abbondante fino a che fragranza non sopraggiunga. A quelle forme si ispira CuHop, progetto con cui i beneventani dell’Archiattack Studio occupano il basement di Superstudio Più: struttura in plastica, linee semplici ma ardite nel vincere l’equilibrio lanciandosi nello spazio; un meccanismo hi-tech che fa in modo la luce si attivi a seconda delle circostanze ambientali. Reagendo in modo diverso a suoni, passi, rumori, canti e balli. Un progetto gioioso e giocoso, che esalta la sua natura di forte convivialità urbana muovendosi per le strade di Milano. Già, perché i CuHop piazzati in Zona Tortona sono dieci, in attesa che l’undicesimo fratello trovi la strada di casa e si ricongiunga a loro. Il suo percorso in giro per la città è fatto di fugaci apparizioni là dove meno te lo aspetti, tra il sagrato del Duomo e la ressa di manifesti elettorali in vista delle prossime Europee: un viaggio da intercettare, sorprendendosi, qua e là. O da seguire passo dopo passo sui social network: https://www.facebook.com/archiattack

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.