Salone Updates: da Istanbul a Milano, l’artista Angelo Bucarelli presenta otto tappeti d’ispirazione turca, alla galleria Battaglia. Una produzione Stepevi, in edizione limitata

Tappeti d’artista per Stepevi, marchio leader del settore, presente con una serie di boutique nelle principali capitali del mondo, specializzato in prodotti di alta fascia dal gusto contemporaneo. In occasione del Salone del Mobile, la Galleria Antonio Battaglia e lo showroom milanese dell’azienda presentano un frammento della mostra “Acqua. Come lacrime d’Amore”, realizzata nel 2013 […]

Uno dei tappeti di Angelo Bucarelli

Tappeti d’artista per Stepevi, marchio leader del settore, presente con una serie di boutique nelle principali capitali del mondo, specializzato in prodotti di alta fascia dal gusto contemporaneo.
In occasione del Salone del Mobile, la Galleria Antonio Battaglia e lo showroom milanese dell’azienda presentano un frammento della mostra “Acqua. Come lacrime d’Amore”, realizzata nel 2013 all’interno del più antico bagno turco di Istanbul, come evento parallelo della 13a Biennale d’arte contemporanea. Si tratta di otto tappeti in edizione limitata, creati da Angelo Bucarelli per Stepevi e ispirati alla storia, lo stile millenario e le atmosfere incantevoli di Istanbul, città natale dell’artista. L’intero progetto si definiva come un viaggio incontro alle proprie radici, scegliendo l’acqua come essenza metaforica della metropoli turca e il tappeto come simbolo del commercio, veicolo di creatività e di scambi culturali. L’installazione concepita per Istanbul – il cui titolo riprende un verso di Tursun Bey, poeta turco del XV secolo – era un omaggio all’ artigianato locale, che passava attraverso interventi in ferro, tessuto, vetro, ricamo, fotografia.

Angelo Bucarelli, "Acqua. Come lacrime d'Amore" - exhibition view, Istanbul, 2013
Angelo Bucarelli, “Acqua. Come lacrime d’Amore” – exhibition view, Istanbul, 2013

Su ogni tappeto – concepito non come oggetto funzionale di design, ma come elaborazione estetica e concettuale – rivivono così riferimenti colti ed evocativi, dalla calligrafia ottomana ai motivi dei tappeti tipici come il kilim, dalle trame dei tessuti dei bazar ai peshtemal, gli asciugamani usati negli hammam. Elementi imbevuti di fascino orientale e di spunti che giungono da una pregevole tradizione artigianale, al contempo elaborati con un gusto attualissimo, tra mix di scritture, geometrie, cromatismi brillanti, astrazioni e delicati patchwork. Grandi 170×240 cm,  sono prodotti ognuno in sette esemplari, sei in lana e uno in lino.
L’ottavo, con una tiratura di soli cinque pezzi, misura 200×300 cm e si chiama “Dodici parole”. Sul fondo nero brilla, come una traccia candida ricamata a mano, l’elegante calligrafia ottomana. Un catalogo di dodici parole – numero non casuale, che nella cabala rappresenta stabilità, equilibrio ed armonia – in cui Bucarelli racchiude l’essenza dell’elemento acquatico: acqua, curo, chiaro, profondità, specchio, orizzonte, veleno, sudore, sete, sorgente, tempo, rispetto.
Per tutta la durata della mostra (fino al 13 aprile prossimo), tra le 19 e le 21, l’artista firmerà una stampa, anch’essa in edizione limitata, come omaggio agli ospiti. Un souvenir da questo viaggio fisico e mentale, in memoria di un legame culturale e sentimentale.

Helga Marsala

Galleria Antonio Battaglia – via Ciovasso 5, Milano
Showroom Stepevi – Via dell’Orso 9, Milano
www.galleriaantoniobattaglia.com
www.stepevi.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.