Misteri di Sissa Micheli, artista italo-austriaca. Immagini di una mostra-set cinematografico viennese: e anticipazioni di un fantomatico colpo in programma al Museion

La soffiata proviene da fonte certa, verificata, anzi interessata. Insomma, abbiamo la certezza che un “ladro” dal volto mascherato penetrerà nottetempo in un noto museo ai piedi delle nostre Alpi. Lo strano è che il malvivente, per così dire, non porterà via nulla ma, al contrario, depositerà qualcosa. O piuttosto, recapiterà al mittente “quanto dovuto”, […]

La soffiata proviene da fonte certa, verificata, anzi interessata. Insomma, abbiamo la certezza che un “ladro” dal volto mascherato penetrerà nottetempo in un noto museo ai piedi delle nostre Alpi. Lo strano è che il malvivente, per così dire, non porterà via nulla ma, al contrario, depositerà qualcosa. O piuttosto, recapiterà al mittente “quanto dovuto”, anche se, per la verità, il museo prescelto funge semplicemente da capro espiatorio per una vecchia storia accaduta altrove, esattamente a Manhattan, e che a pieno titolo è giusto che figuri negli annali della storia dell’arte. Stando alla notizia, l’incursione avrà luogo il 7 agosto prossimo, verso le 10 di sera. Ne sa qualcosa di più Sissa Micheli (1975), artista altoatesina, viennese d’adozione. Riguardo al quid e alle modalità, diamo tempo al tempo. Il luogo? Ma sì, è il Museion di Bolzano, che coinvolge artisti secondo un filo conduttore intitolato Il corpo sottile, nell’ambito della rassegna Facciata Mediale.
Intanto, a Vienna, di questa artista italo-austriaca si è appena conclusa una mostra che ha occupato pianterreno, primo piano e sottosuolo di una centralissima galleria, la Bäckerstrasse4, molto attenta alle nuove tendenze. Titolo: Scenarios for a Possible Past; il visitatore, appena vi si inoltrava, si aggirava in un immaginario set cinematografico, venendo proiettato nell’atmosfera di una dimora borghese degli anni Trenta, realmente esistente e disabitata da tempo. Rispecchiandosi lui stesso, a sorpresa, nella trama di un copione in parte già scritto. La collocazione sui tre livelli della mostra pareva seguire la freudiana tripartizione della psiche. Al piano inferiore agivano nelle tenebre due simultanee proiezioni video, sospese nel vuoto e di rimpetto l’una all’altra, evocando con eco pirandelliana una sorta di traumatico turbamento in cerca di un’identità soggettiva per una imminente rappresentazione.

Sissa Micheli ha articolato citazioni anche nella serie fotografica posta al piano superiore della galleria, inscenando, tra le mura della dimora disabitata, un tempo finalmente “ritrovato”, attraverso la presenza di figure tutte femminili. Figure assoggettate euforicamente a un effetto di rarefazione del reale, governato dalla sospensione della legge di gravità.

– Franco Veremondi

www.museion.it
www.baeckerstrasse4.at

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.