Marino Marini a Malpensa: seconda tappa per il progetto espositivo che coinvolge lo scalo milanese. I Savi di Melotti vanno verso Brescia

Smitizzare una tensione antica, trasformando il gruppo canonico della statuaria classica in una somma di disperate solitudini, che arrancano ingobbite e vigorosamente antieroiche. È un classico della scultura italiana del Novecento la serie L’idea del cavaliere di Marino Marini, protagonista lo scorso ottobre da Sotheby’s di un’asta che ha visto un pezzo fuso in nove […]

L'Idea del cavaliere di Marino Marini

Smitizzare una tensione antica, trasformando il gruppo canonico della statuaria classica in una somma di disperate solitudini, che arrancano ingobbite e vigorosamente antieroiche. È un classico della scultura italiana del Novecento la serie L’idea del cavaliere di Marino Marini, protagonista lo scorso ottobre da Sotheby’s di un’asta che ha visto un pezzo fuso in nove esemplari nel 1955 volare via a una cifra prossima al milione di sterline. Una delle cinque versioni di grande formato realizzate dall’artista sempre a metà degli Anni Cinquanta, oggi nelle collezioni del Museo del Novecento, diventa dal prossimo 15 maggio la prima protagonista del programma biennale che lega l’istituzione milanese a SEA, ente titolare della gestione dell’aeroporto di Malpensa. Dopo l’esperimento della collocazione dei Sette Savi di Fausto Melotti l’arte contemporanea torna nel primo scalo della metropoli lombardo: L’idea prenderà posto fino a fine agosto nella cosiddetta Porta di Milano, lo spazio di transito tra i gate e l’adiacente stazione ferroviaria. Restano a sorpresa in viaggio, invece, i Savi di Melotti, pezzi delle collezioni del Comune di Milano solo recentemente restaurati e tornati alla piena visibilità dopo anni di oblio. È l’assessore alla cultura del capoluogo lombardo Filippo Del Corno a confermare la richiesta avanzata dalla città di Brescia, dove le sculture arriveranno nei prossimi mesi per una temporanea.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.