Le plastiline di Helena Hladilová, l’archivio “danneggiato” di Davide Stucchi. A Roma in mostra i vincitori della quarta edizione di 6Artista, ecco le immagini dell’opening al Macro

Davide Stucchi analizza il tema dell’opera d’arte danneggiata “in quanto fenomeno in grado di aprire un nuovo feticismo rispetto all’oggetto artistico e alla sua trasmissione”. Helena Hladilová reagisce al contesto istituzionale e espositivo in cui è invitata a operare, “modificando l’abituale relazione tra spazio museale e esperienza dell’opera d’arte”. Sono loro i vincitori della quarta […]

Davide Stucchi analizza il tema dell’opera d’arte danneggiata “in quanto fenomeno in grado di aprire un nuovo feticismo rispetto all’oggetto artistico e alla sua trasmissione”. Helena Hladilová reagisce al contesto istituzionale e espositivo in cui è invitata a operare, “modificando l’abituale relazione tra spazio museale e esperienza dell’opera d’arte”. Sono loro i vincitori della quarta edizione di 6Artista, il programma di residenze – promosso dall’Associazione Civita e dalla Fondazione Pastificio Cerere – nato con l’obiettivo di supportare la crescita professionale dei giovani artisti under 30 che vivono in Italia.
I due artisti hanno trascorso un periodo di residenza di sei mesi a Roma alla Fondazione Pastificio Cerere e, grazie alla collaborazione degli Incontri Internazionali d’Arte, altri tre mesi presso la Cité Internationale des Arts di Parigi. Ora a tirare le fila del lavoro arriva la mostra al Macro, curata da Marcello Smarrelli, direttore della Fondazione Pastificio Cerere, con l’assistenza di Saverio Verini: progetti di grande pregnanza concettuale, che ammiccano – con Stucchi – alla questione dell’aura dell’opera d’arte, mentre Hladilová sperimenta in funzione creativa l’interazione con lo spettatore. Opere da vedere – e anche toccare, fino al prossimo 18 maggio – di persona: noi intanto vi anticipiamo un po’ di immagini dall’opening…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.