L’arte di Elina Chauvet: scarpe rosse in marcia contro il femminicidio. Arriva ad Andria la performance di denuncia, in difesa delle donne

Raccontano di un cammino lungo e difficile per la conquista dei diritti civili. Marciano verso vittime innocenti. Sono rosse e vuote: le scarpe dell’artista messicana Elina Chauvet sono al centro di Zapatos Rojos, progetto di arte pubblica dedicato all’universo femminile, che ieri 12 aprile è andata in scena ad Andria, in provincia di Barletta – […]

La performance di Elina Chauvet ad Andria

Raccontano di un cammino lungo e difficile per la conquista dei diritti civili. Marciano verso vittime innocenti. Sono rosse e vuote: le scarpe dell’artista messicana Elina Chauvet sono al centro di Zapatos Rojos, progetto di arte pubblica dedicato all’universo femminile, che ieri 12 aprile è andata in scena ad Andria, in provincia di Barletta – Andria – Trani. “Zapatos Rojos è un progetto per la formazione di una coscienza collettiva contro il femminicidio. È fatto di persone: se non ci fossero loro, non sarebbe mai esistito”: parole con cui Chauvet, nel corso della presentazione pugliese, raccontava la sua opera, per la terza volta nel Sud dell’Italia, dopo le tappe di Lecce e Reggio Calabria nel 2013. Un’opera nata come contributo creativo al cambiamento sociale, grazie a dei processi partecipativi, concreti e virtuali: il gesto di uno che diventa azione collettiva, movimento di opinione, critico e cosciente, contro la brutalità del femminicidio. Arte per il sociale, che porta a riflettere.
Una volta che la marcia silenziosa si conclude, quando la piazza torna ad essere sgombra da quelle scarpe rosse, donate da un esercito di donne, si spera che a rimanere sia una presa di posizione autentica contro tutta la violenza. Quella di genere e non solo.

–   Paolo Marella

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Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.
  • simone

    essendo presente e lavorato alla realizzazione (anche se non sono una donna!) dell’Installazione artistica (non performance), posso dire che la rete che in più mesi si crea, da un forte entusiasmo. Sfortunatamente è da Ciudad Juarez e dalla sua scia di sangue delle donne, dove proprio il 12 aprile sono stati trovati i corpi di due ragazze, che Elina ha preso spunto e su cui vuole focalizzare l’opinione pubblica.