Il design Made in Italy sbanca Parigi. Da Giò Ponti a Burchiellaro, successo per i pezzi storici all’asta Piasa, sulla Rive Gauche

Due milioni di euro per un’asta comincia a essere un totale notevole in senso assoluto. Lo diventa ancora di più quando si scopre che è stato raggiunto con una vendita di oggetti di design: e per noi diventa ancor più interessante sapendo che si parla di tutto Made in Italy. E anche che il tutto […]

Due milioni di euro per un’asta comincia a essere un totale notevole in senso assoluto. Lo diventa ancora di più quando si scopre che è stato raggiunto con una vendita di oggetti di design: e per noi diventa ancor più interessante sapendo che si parla di tutto Made in Italy. E anche che il tutto si è svolto a Parigi, presso la casa d’aste Piasa, all’Espace Rive Gauche. Una cifra che appare meno folle, per gli addetti al settore, una volta scoperte le firme dei pezzi in vendita: se siamo abituati, infatti, a sentire tanti zeri associati a firme note in campo artistico, rimaniamo ancora un po’ perplessi quando la stessa somma viene spesa per un prodotto di design, ma alcuni nomi ormai hanno colmato il gap.
L’asta, battuta come omaggio all’artista Lorenzo Burchiellaro, conteneva anche opere di maestri italiani come Giò Ponti, BBPR e Gino Sarfatti, e una serie di prodotti provenienti dai laboratori di Fontana Arte. La sezione dedicata a Burchiellaro è quella che ha riscosso il maggior numero di combattute offerte: una sua console in ottone è stata venduta per 35.260€, e i suoi specchi sono stati comprati intorno ai 15mila€, per darvi un’idea delle cifre in gioco. Il vero record però è stato battuto grazie lotti di Giò Ponti, con collezionisti pronti a spendere ben 96mila€ per una scrivania in radica, o 25.300€ per una scaffalatura luminosa che partiva da una stima intorno ai 7mila€.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.