Etichetta ad arte per l’Amarone di Allegrini: un’opera di Arthur Duff accompagna l’annata 2011 del celebre rosso veneto. Presentato, naturalmente, a ridosso di Vinitaly; nel fine settimana al via il più grande evento italiano dedicato all’enologia

Se due indizi fanno una prova il terzo vale come una sentenza. L’edizione 2014 di Vinitaly, la più grande fiera enologica d’Italia al via a Verona domenica 6 aprile, potrebbe essere ricordata come quella a maggior tasso artistico di sempre. Prima il workshop per giovani fotografi lanciato dalla cantina Zenato, storico brand della Valpolicella che […]

L'etichetta di Arthur Duff per l'Amarone di Allegrini

Se due indizi fanno una prova il terzo vale come una sentenza. L’edizione 2014 di Vinitaly, la più grande fiera enologica d’Italia al via a Verona domenica 6 aprile, potrebbe essere ricordata come quella a maggior tasso artistico di sempre. Prima il workshop per giovani fotografi lanciato dalla cantina Zenato, storico brand della Valpolicella che ha chiesto di immortalare colli e vigneti ed esporre il tutto al Palazzo della Gran Guardia; poi lo stand della Regione Piemonte affidato su suggerimento del board di Artissima a Sara Enrico, professione artista. Ora è il turno di Allegrini, altra ditta veneta da tempo legata a doppio filo al mondo dell’arte (con etichette firmate da Milo Manara, bottiglie entrate nella cantina speciale dell’Ermitage di San Pietroburgo e il sostegno al progetto Intrapresae della Collezione Guggenheim), che in occasione dell’evento veronese presenta una nuova mise d’autore. Quella griffata da Arthur Duff, artista nato in Germania ma californiano di origini, da tempo di stanza in Laguna, che decora le bottiglie 2011 dell’Amarone La Grola con la sua Drops on Desert Storm: una grattugiata di frammenti su pattern camouflage dai toni kaki e marrone, a evocare – più che aridità desertiche – le stratificazioni geologiche che tanto influiscono sulla resa di ogni vino. Spremuta di un intero territorio, arricchita dei minerali della terra.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.