Ecco i vincitori di Open To Art, prima edizione del premio biennale per la ceramica d’arte bandito a Milano da Officine Saffi. Tra Margareta Daepp e Jozsef Simon Zsolt spuntano le delicate chiavette USB di Vanessa Redondo

Non è necessario tornare indietro ai tempi di Lucio Fontana e Picasso per riconoscere la forza della ceramica come linguaggio che sa smarcarsi dall’ambito esclusivo del design per avvicinare, con maturità, quello dell’arte. Una duplice anima, oggetto della prima edizione del premio biennale che Officine Saffi bandisce in sinergia con Palazzo Marino: più di trenta […]

Margareta Daepp per Open To Art

Non è necessario tornare indietro ai tempi di Lucio Fontana e Picasso per riconoscere la forza della ceramica come linguaggio che sa smarcarsi dall’ambito esclusivo del design per avvicinare, con maturità, quello dell’arte. Una duplice anima, oggetto della prima edizione del premio biennale che Officine Saffi bandisce in sinergia con Palazzo Marino: più di trenta i finalisti in arrivo da tutto il mondo negli spazi della galleria-laboratorio milanese, divisi nelle due differenti categorie. In palio una borsa da diecimila euro, equamente divisa tra il vincitore della sezione dedicata all’arte e quello invece che ha trionfato alla voce design. Niente da fare, tra gli artisti, per la star Flavio Favelli: anche lui ha dovuto inchinarsi al quarantenne ungherese Jozsef Simon Zsolt e a i suoi vasi postmoderni. Architetture effimere, divise tra l’aura di artigianalità di una materia volutamente grezza, dalla seducente sensualità tattile, e la linea fratta in moduli articolati; quasi si trattasse di imballaggi industriali. In uno scarto tra memoria del passato e coscienza dell’estetica della società dei consumi. Tra i designer la spunta invece Margareta Daepp, premiata (si legge nelle motivazioni di una giuria compoista da artisti, galleristi e dai direttori del Museo del Design di Helsinki e di quello della Ceramica di faenza) “per la capacità di combinare a una geometria essenziale, la funzionalità dell’oggetto di design”.
Geniali le fragili ma bellissime chiavette USB che valgono alla venezuelana Vanessa Redondo il premio riservato agli Under 30; menzioni speciali anche per la belga Ann van Hoey e per l’ungherese Ezster Imre.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.