Dalla Madonna di Garutti al disco di Commisso. Tutto di ceramica. Da Venezia immagini dal backstage della mostra che porta il Museo Zauli di Faenza alla Bevilacqua La Masa

La mostra si apre al piano terra di Palazzetto Tito con Edison Clouster, grande installazione con ceramica, neon e lampadine di Luca Trevisani. Nelle sale al piano superiore ci sono poi opere come la grande e celebre Madonna di Alberto Garutti, il “non-vinile” di Lorenzo Commisso, disco in ceramica ascoltabile sul suo giradischi, fino allo […]

La mostra si apre al piano terra di Palazzetto Tito con Edison Clouster, grande installazione con ceramica, neon e lampadine di Luca Trevisani. Nelle sale al piano superiore ci sono poi opere come la grande e celebre Madonna di Alberto Garutti, il “non-vinile” di Lorenzo Commisso, disco in ceramica ascoltabile sul suo giradischi, fino allo stuzzicadenti in terracotta realizzato da Sislej Xhafa nel 2006, ai coriandoli multicolori in grès di Eva Marisaldi e agli esiti delle ricerche scientifiche di Christian Frosi e Diego Perrone con il CNR. Avete indovinato, parliamo del Museo Carlo Zauli di Faenza? Esatto, ma per vederlo – dal 2 aprile al 4 maggio – bisognerà andare a Venezia: grazie all’ormai consolidata collaborazione fra le due istituzioni, infatti, una trentina di opere di ceramica create all’interno del museo faentino escono per la prima volta per andare in mostra alla Fondazione Bevilacqua La Masa, nella sede di Palazzetto Tito. Noi ci siamo intrufolati fra le sale durante l’allestimento, ecco qualche immagini in anteprima…

Inaugurazione: mercoledì 2 aprile 2014 – ore 18
Dal 2 aprile al 4 maggio 2014
Dorsoduro 2826, Venezia
www.bevilacqualamasa.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.