Campari torna all’antico: si ispirano a Fortunato Depero le tre nuove etichette dell’alcolico in rosso, con la rivisitazione di grafiche Anni Venti

Trent’anni prima di Warhol e della Pop Art, in netto anticipo su quelle che ormai sono state assunte come le più classiche forme di commistione tra linguaggi dell’arte e canoni della pubblicità. Campari torna a guardare all’antico, lanciando da maggio 2014 tre nuove Art Labels: naturalmente ispirate all’artista che più di ogni altro ha saputo […]

Le etichette Campari ispirate ai disegni originali di Depero

Trent’anni prima di Warhol e della Pop Art, in netto anticipo su quelle che ormai sono state assunte come le più classiche forme di commistione tra linguaggi dell’arte e canoni della pubblicità. Campari torna a guardare all’antico, lanciando da maggio 2014 tre nuove Art Labels: naturalmente ispirate all’artista che più di ogni altro ha saputo dettare i tempi e i modi della liaison tra il mondo della pura creatività e quello della comunicazione. Nascono dall’indomabile fantasia di Fortunato Depero le etichette in edizione limitata che dalle prossime settimane accompagneranno nei negozi di tutto il mondo il celeberrimo alcolico rosso, nato in quel di Novara nel lontano 1860. Il primo esemplare ad essere lanciato riprende una china su cartoncino disegnata nel 1928, opportunamente ricalibrata e passata dal bianco e nero dell’originale al colore: font in stile per la scritta che invita all’aperitivo, forme taglienti e linee spezzate per la spruzzata di selz che invade il bicchiere in una esplosione di gialli e rossi su sfondo verde. Le braccia alzate a v dell’omino stilizzato, tra l’esultante e il gioioso, si specchiano nel profilo del calice: un parallelo dinamico e armonico quello della seconda etichetta della serie, su sfondo giallo, che riprende in modo molto simile all’originale un disegno a matite del 1927, oggi conservato nell’archivio della Galleria Campari. Non c’è nessuna rielaborazione, invece, per l’immagine della terza bottiglia: esce così come è stata disegnata e colorata nel ’28 la terza label della serie, con il classico personaggio di Depero a sorseggiare gioioso il suo Campari Soda.

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.