Biennale Arte 2015, gli Stati Uniti scelgono Joan Jonas. A Venezia prevista un’installazione site-specific con video, disegni e sound art

Se l’appellativo non fosse stato irrevocabilmente monopolizzato da Marina Abramovic, “Lady Performance” oggi indicherebbe probabilmente lei. Joan Jonas, 78 anni, figura pionieristica dell’arte americana e mondiale, distintasi fin dagli anni Sessanta proprio nella performance e nella videoarte. Ora comunque a sancire questo ruolo, centrale anche per la definitiva emancipazione femminile nell’artworld, arriva un traguardo importante: […]

Joan Jonas

Se l’appellativo non fosse stato irrevocabilmente monopolizzato da Marina Abramovic, “Lady Performance” oggi indicherebbe probabilmente lei. Joan Jonas, 78 anni, figura pionieristica dell’arte americana e mondiale, distintasi fin dagli anni Sessanta proprio nella performance e nella videoarte. Ora comunque a sancire questo ruolo, centrale anche per la definitiva emancipazione femminile nell’artworld, arriva un traguardo importante: gli Stati Uniti l’hanno infatti selezionata per il padiglione nazionale alla Biennale di Venezia Arti Visive del 2015.
Ad indicare Joan Jonas il Dipartimento di Stato degli affari educativi e culturali, su proposta del direttore del M.I.T. List Visual Arts Center di Cambridge, Paul C. Ha, che curerà la mostra veneziana assieme a Ute Meta Bauer, direttrice del Center for Contemporary Art alla Nanyang Technological University di Singapore.
Anche se è un nata e cresciuta a New York, Jonas è più conosciuta in Europa che negli USA”, ha dichiarato Ha al New York Times. Del resto anche l’Italia non è certo una novità per l’artista: presenta in collezioni museali come quella di Rivoli, nel 2007 ha soggiornato a lungo nel nostro Paese, come Visiting Professor al corso CSAV della Fondazione Ratti di Como.
Secondo le prime indiscrezioni, la Jonas – per la prima volta da protagonista alla Biennale, mentre a Documenta Kassel ha esposto già ben sei volte – creerebbe per l’edificio in stile palladiano ai Giardini una nuova installazione site-specific che integrerà video, disegni e sound art.

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.