Tutti i Parlamenti del mondo al Padiglione Austria per la Biennale Architettura. Plastici bianchi, appesi al muro come quadri. Ma anche Wolf D. Prix, altrimenti detto Coop Himmelb(l)au…

Countdown per Fundamentals, 14. Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia, al via il 7 giugno prossimo. Più che in altre discipline, in architettura la geopolitica ha un senso concreto. Christian Kühn, commissario per l’Austria e anche curatore, insieme ad Harald Trapp, del padiglione nazionale, ha presentato il suo progetto, mettendo nel mirino delle […]

Countdown per Fundamentals, 14. Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia, al via il 7 giugno prossimo. Più che in altre discipline, in architettura la geopolitica ha un senso concreto. Christian Kühn, commissario per l’Austria e anche curatore, insieme ad Harald Trapp, del padiglione nazionale, ha presentato il suo progetto, mettendo nel mirino delle cose “fondamentali” il Parlamento. Esattamente quel luogo emblematico e rappresentativo dell’organizzazione civile e sociale dei popoli, oltre che particolare tipologia dagli innumerevoli volti. Sotto il titolo Plenum-Places of Power, il padiglione austriaco verrà tappezzato al suo interno da duecento plastici che replicano, in scala 1:500, altrettanti parlamenti nazionali; li stanno realizzando gruppi di studenti della Technische Universität di Vienna.
Quello austriaco si profila già come padiglione ad alta densità sensoriale, dato che l’ambiente avrà atmosfere sonore elaborate da Kollektiv/Rauschen, e il cortile posteriore sarà trasformato da Auböck+Kárász in un green-space a forma di boschetto che promette sorprese. Tornando poi all’interno dell’edificio, ci sarà spazio anche per il super-progetto del nuovo parlamento albanese di Tirana disegnato dall’architetto Wolf D. Prix, a.k.a. Coop Himmelb(l)au, notissimo per certe pianificazioni davvero “in grande”, tant’è che il progetto di Tirana “non vedrà mai la luce”. Puro pettegolezzo o fondata indiscrezione? Comunque, sarà un red carpet di riscossa per il “divo” di Coop Himmelb(l)au, che nel corso della passata edizione della mostra veneziana, non invitato in alcuna sezione, imbastì sulla stampa una roboante filippica contro tutto e tutti. Parole nel vuoto: nessuno, nel giro, diede peso al suo parere.

– Franco Veremondi

www.labiennale.org

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.