“Toccare con mano” la globalizzazione. Marco Meneguzzo racconta il suo ultimo libro: un mondo dell’arte in cambiamento, nella videointervista esclusiva per Artribune

Abbiamo incontrato Marco Meneguzzo durante la presentazione del suo libro Breve storia della globalizzazione in arte (e delle sue conseguenze), ospitata presso la Galleria Studio La Città di Verona. La pubblicazione data al marzo 2012, ma l’argomento è quanto mai attuale: allargamento dei mercati, aumento vertiginoso dei prezzi delle opere, un ruolo sempre più determinante […]

Marco Meneguzzo

Abbiamo incontrato Marco Meneguzzo durante la presentazione del suo libro Breve storia della globalizzazione in arte (e delle sue conseguenze), ospitata presso la Galleria Studio La Città di Verona. La pubblicazione data al marzo 2012, ma l’argomento è quanto mai attuale: allargamento dei mercati, aumento vertiginoso dei prezzi delle opere, un ruolo sempre più determinante dei paesi e delle culture “emergenti” in un panorama globale quanto mai frantumato. L’incontro si è svolto nella mattinata di sabato 15 marzo, organizzato dall’associazione ASLC progetti per l’arte: una realtà ancora giovane a Verona, fondata nel 2011 dalla gallerista Hélène de Franchis, con lo scopo di promuovere eventi di respiro internazionale, impegnandosi al contempo a valorizzare il patrimonio culturale nostrano. Perché il discorso (sviluppato assieme al collezionista Pietro Arona) partiva proprio da queste premesse. Con una ironica (ma non troppo) anticipazione del titolo del suo prossimo libro (Il capitale ignorante), Meneguzzo ha sottolineato il potere crescente di logiche ormai del tutto avulse dai valori culturali acquisiti, proprio mentre l’Italia resta un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia “fare arte”, in qualsiasi parte del mondo. Ma forse, appunto, i nomi sono rimasti gli stessi (Leonardo e Michelangelo, la Biennale di Venezia o l’Accademia di Brera): è solo il modo d’interpretarli che è cambiato radicalmente. Ai microfoni di Artribune, Meneguzzo ci ha raccontato le dinamiche che l’hanno portato alla stesura del suo libro, oltre all’importanza di viaggiare, di “toccare con mano” il mondo in cambiamento, per poterne parlare.

– Simone Rebora

www.aslcverona.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.