Spagna in festa per El Greco. Fra mostre, percorsi e omaggi di big del contemporaneo, a Toledo partono le celebrazioni per il quarto centenario

Non solo arte, ma anche musica, teatro, cucina e simposi internazionali. Toledo festeggia per un anno intero, il quattrocentesimo anniversario della morte del suo figlio adottivo più illustre, il cretese Doménikos Theotokòpoulos, detto El Greco. È la prima volta che la bellissima città capoluogo di Castilla-LaMancha, antica capitale del regno di Spagna, celebra con i […]

El Greco

Non solo arte, ma anche musica, teatro, cucina e simposi internazionali. Toledo festeggia per un anno intero, il quattrocentesimo anniversario della morte del suo figlio adottivo più illustre, il cretese Doménikos Theotokòpoulos, detto El Greco. È la prima volta che la bellissima città capoluogo di Castilla-LaMancha, antica capitale del regno di Spagna, celebra con i dovuti onori una delle figure più importanti e controverse della storia della pittura universale. E per farlo si è costituita una Fondazione, presieduta dall’avvocato Gregorio Maranon, che gestisce tutte le manifestazioni dedicate al IV centenario. Un fitto calendario di eventi si svolgono tra Toledo, Madrid e Valladolid e coinvolgono le istituzioni locali insieme con musei come il Prado, l’Accademia di San Fernando, il Museo Nazionale di Scultura e il Santa Cruz, per il primo grande e doveroso omaggio che la città di Toledo rende all’artista cretese e all’epoca in cui visse.
Anteprima in chiave moderna delle celebrazioni è rappresentata dalla mostra ToledoContemporanea, in corso fino al 14 giugno negli spazi del Centro Culturale San Marco. Tredici fotografi della scuderia di Elena Ochoa (l’intraprendente patrona di Ivory Press, importante galleria madrilena, nonché moglie dell’archistar Norman Foster) offrono altrettante istantanee con vedute personalizzate della capitale manchega: fra i tredici, l’iraniana Shirin Neshat e l’italiano Massimo Vitali. A partire invece dal 14 marzo, il Museo di Santa Cruz – insieme con i cosiddetti Spazi El Greco sparsi per la città (Cattedrale, Capilla de San José, convento di Santo Domingo el Antiguo, chiesa di San Tomè e Hospital Tavera) – ospita la prima grande retrospettiva dedicata da Toledo al suo geniale e stravagante pittore. La mostra è incentrata sul lavoro di El Greco in Italia, come ritrattista e come pittore di immagini devozionali. Tra i prestiti, il “Trittico di Modena”, “El soplòn” di Capodimonte e l’”Adorazione dei pastori” di Palazzo Barberini. (Fino al 14 giugno). Da non perdere, durante la visita alla città, anche il Museo del Greco, che custodisce tra l’altro la bellissima “Vista e mappa di Toledo”.
Dal 31 di marzo al 29 di giugno, invece, il Museo del Prado offre una piccola ma raffinata esposizione dedicata alla “Biblioteca del Greco”, esibendo una quarantina di volumi (sui 130 titoli in totale) che il colto pittore cretese era solito sfogliare e studiare, e che possedeva secondo l’inventario realizzato da suo figlio Manuel tra il 1614 e il 1621. Preziose edizioni di Vitruvio e di Vasari, ma anche molte lettere dell’Archivio della Città di Parma e nove stampe che probabilmente ispirarono la sua forma di dipingere. Furono non a caso le avanguardie nel Novecento a interessarsi, per prime, all’arte de El Greco. Per questo il Prado dedica una seconda mostra a “El Greco e la pittura moderna”: una selezione di 25 opere che dialogano con oltre una settantina di capolavori del Novecento, svelando la profonda influenza che il pittore ebbe su espressionismo, surrealismo, cubismo e su molti altri esponenti della modernità. In autunno giungeranno a Toledo una settantina di opere del Greco mai viste in Spagna: prestiti di musei e collezioni private provenienti da Inghilterra, Stati Uniti e Messico, metteranno a confronto gli originali e le numerose copie o varianti dei capolavori realizzati nella bottega, per mano dei numerosi discepoli dell’artista. (Dall’8 settembre al 9 di dicembre, Museo di Santa Cruz).
E tornando al dialogo con la contemporaneità, prima al Museo nazionale di Scultura di Valladolid prima e poi alla Real Accademia di San Fernando (bellissimo museo madrileno), dodici artisti di oggi propongono la loro personale interpretazione dell’arte di El Greco in “Entre el cielo e la tierra. Doce miradas al Greco cuatrocientos anos después”. Toledo stessa, infine, con la sua monumentalità, è lo scenario dell’intervento en plein air di Cristina Iglesias, influente scultrice spagnola. Un’opera pubblica che parte da una torre mudejar dell’acqua, sulla riva del fiume Tajo, e si snoda lungo le strade della città usando, insieme all’acqua, elementi scultorei di pietra e metallo.

Federica Lonati

www.elgreco2014.com

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.