Sky Arte updates: un’opera collettiva ideata da Christian Boltanski tra gli eventi clou di Riga 2014. La città lettone è Capitale Europea della Cultura, con oltre duecento eventi che evocano la stagione delle avanguardie

È fantasiosa città da sogno, spettacolare teatro di ardite soluzioni art nouveau, impreziosita dalle spettacolari architetture di Michail Ėjzenštejn. Ed è città orgogliosa, strenuamente legata alla memoria di un passato di sofferenza: quella dovuta a oltre mezzo secolo di dominazione subita e mal digerita, in quell’alternanza tra nazisti e sovietici strenuamente – e silenziosamente – […]

Riga, Capitale Europea della Cultura 2014 - foto Kaspars Garda

È fantasiosa città da sogno, spettacolare teatro di ardite soluzioni art nouveau, impreziosita dalle spettacolari architetture di Michail Ėjzenštejn. Ed è città orgogliosa, strenuamente legata alla memoria di un passato di sofferenza: quella dovuta a oltre mezzo secolo di dominazione subita e mal digerita, in quell’alternanza tra nazisti e sovietici strenuamente – e silenziosamente – combattuta da una rete di formazioni partigiane tra le più tenaci ma meno studiate d’Europa. È città dai due volti Riga, da sempre capitale della Lettonia e per quest’anno Capitale Europea della Cultura; status condiviso con Ůmea, quasi a ristabilire l’antico legame con una Svezia che secoli fa è stata essa stessa Paese invasore, ma portatore di un afflato culturale che ha segnato in modo indelebile l’identità locale.
Sono oltre duecento gli eventi in calendario per celebrare degnamente l’appuntamento, con un calcolato mix tra l’attenzione al profilo internazionale e quello squisitamente locale; nella riscoperta e nella valorizzazione di esperienze forse poco conosciute fuori dall’area del Baltico, ma decisamente intriganti. Come dimostra il focus, allestito alla Biblioteca Nazionale, dedicato ai pionieri dell’arte cinetica, partendo da Karl Ioganson e arrivando a Voldemars Johansons; e come conferma 1914, grande mostra che nella ricorrenza del centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale coglie l’occasione per fotografare l’età delle avanguardie storiche così come è stata vissuta nell’Europa nord-orientale. Non ci si dimentica che Mark Rothko è nato in Lettonia: l’artista è al centro di un articolato week-end di eventi in programma a settembre; ma i riflettori dell’arte contemporanea sono tutti per Christian Boltanski. Per il francese una personale e il progetto Heartbeaters, con i visitatori che possono registrare il proprio battito cardiaco e offrirlo all’artista come tassello di una empatica opera sonora collettiva.
Sceglie in più occasioni di giocare sull’emozione e sulla relazione, Riga. Toccante la catena umana di quindicimila persone che ha coperto i due chilometri che separano l’edificio della vecchia biblioteca nazionale da quello nuovo: quattro milioni di volumi sono stati traslocati passando di mano in mano, evocando la straordinaria esperienza che ha visto – nei giorni della dichiarazione di indipendenza – coprire i seicento chilometri di distanza tra Riga, Vilnius e Tallinn con circa due milioni di persone a tenersi per mano.

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  • FT

    Credo ci sia un attimo di confusione tra Lettonia e Lituania da parte dell’autore dell’articolo. Riga è capitale della Lettonia e Rothko è nato in Lettonia. Non Lituania.