Sarà Sarah Lucas a rappresentare la Gran Bretagna alla Biennale d’Arte di Venezia del 2015. “Lo humour inglese? Negoziare le contraddizioni delle convenzioni”

“Lo humour inglese sta nel negoziare le contraddizioni poste dalle convenzioni”. Una frasetta breve, pronunciata da Sarah Lucas, ma che dice già molto delle istanze creative della controversa artista britannica. E che magari, riletta oggi, getta qualcuno nell’allarme preventivo: visto che la cattiva ragazza della Young British Art, collezionata anche da Damien Hirst, è stata […]

“Lo humour inglese sta nel negoziare le contraddizioni poste dalle convenzioni”. Una frasetta breve, pronunciata da Sarah Lucas, ma che dice già molto delle istanze creative della controversa artista britannica. E che magari, riletta oggi, getta qualcuno nell’allarme preventivo: visto che la cattiva ragazza della Young British Art, collezionata anche da Damien Hirst, è stata selezionata a rappresentare la Gran Bretagna alla 56a Biennale d’Arte di Venezia. Dopo quello di Jeremy Deller, ancora un padiglione dedicato all’inglesità: ma probabilmente con approcci decisamente distanti. “In una certa misura” diceva sempre la Lucas, “umorismo e serietà sono intercambiabili. Altrimenti non sarebbe divertente. O devastante“. Perfetto.
Sono note le atmosfere “maledette” che regnano nelle sue opere: readymade rettificati nei quali temi come sesso, violenza, morte, depravazione, vengono evocati nell’utilizzo di materiali comuni come ritagli di tabloid scandalistici, tampax, sigarette, cibi avariati. “Negli ultimi anni Sarah Lucas ha affermato il suo status di artista internazionale con mostre a Berlino, Glasgow, Leeds, Londra, Città del Messico, New York, Vienna”, ha commentato Gregor Muir, direttore dell’ICA di Londra, membro del comitato che ha suggerito la scelta al British Council. Fra le ultime importanti mostre avute dall’artista, quella da Sadie Coles, a Londra, quella alla Secessione di Vienna e quella alla Whitechapel Gallery, sempre a Londra, con un ricco catalogo.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.