Santa Maria della Scala trasformata in palestra. Zumba, karate e pilates, tra gli affreschi del Quattrocento. Il Comune di Siena applaude, ma la polemica monta

Un edificio monumentale, vecchio un migliaio d’anni, a ridosso del Duomo di Siena. Un’architettura impreziosita da fregi, affreschi, decori sacri. Santa Maria Novella, gioiello del Trecento toscano, ha offerto per secoli la sua opulenza a una funzione prosaica, lontana dal culto della bellezza: fino a 1995 era qui che aveva sede l’ospedale cittadino. Luogo in […]

"Siena Sport Week" a Santa Maria della Scala

Un edificio monumentale, vecchio un migliaio d’anni, a ridosso del Duomo di Siena. Un’architettura impreziosita da fregi, affreschi, decori sacri. Santa Maria Novella, gioiello del Trecento toscano, ha offerto per secoli la sua opulenza a una funzione prosaica, lontana dal culto della bellezza: fino a 1995 era qui che aveva sede l’ospedale cittadino. Luogo in cui prese servizio, per esempio, Santa Caterina da Siena, e in cui morì, seicento anni dopo, Italo Calvino. Un luogo che potremo definire “sacro”. Inviolabile nella memoria di fede, d’umanità e di sofferenza; inviolabile perché trasformato, ormai vent’anni fa, in un importante museo.
Eppure, fra il 3 e il 5 marzo scorso, qualcuno s’è messo d’impegno per rompere quell’aura. In occasione della manifestazione “Siena sport week”, organizzata dal Comune, Santa Maria della Scala si è trasformata nel palcoscenico di un evento aerobico, una festa di gruppo con balletti, esercizi di Zumba e di Pilates, disco music a tutto volume, saltelli e allegre giravolte in sneakers e leggins. Proprio a pochi passi dalla celebre sala del Pellegrinaio – dove è custodito uno straordinario ciclo di affreschi del Quattrocento – avveniva la profanazione atletica, con varie palestre coinvolte e una intensa campagna promozionale: “Rassodare, tonificare e snellire nelle Sale Sant’Ansano e San Galgano, dove si svolgono lezioni di discipline olistiche (pilates, posturale, stretchnig, yoga e ginnastica dolce). Nella Sala Passeggio spazio alle lezioni di fitness musical (step, tonificazione, zumba, totalbody, gag) e Sala San Pio lezioni di fitness funzionale (cross fit e difesa personale)”. Una bella maratona muscolare, dentro una edificio avvezzo al silenzio e alla contemplazione.

Naturalmente è scoppiato il caos. Fioccano in queste ore tra social e blog i commenti di politici e cittadini: da un esterrefatto e indignato Eugenio Neri, ex candidato a Sindaco di Siena, oggi consigliere comunale per la lista “Siena Rinasce”, fino ai consiglieri della Lega, che hanno gridato alla “gazzillorata senza decenza e di cattivo gusto”. E il problema è di decoro, ma anche di sicurezza. Come si vede chiaramente dal video e dalle foto amatoriali, quadri e sculture erano liberamente esposti al passaggio di atleti e ballerini, col rischio di essere urtati, graffiati, sporcati.
La risposta della giunta comunale (guidata dal sindaco Bruno Valentini, Pd, assiduo sportivo, appassionato di podismo e mountain bike) è arrivata puntuale. Un comunicato pieno di orgoglio per il successo e la qualità del progetto (“Tra arte e sport esiste sin dall’antichità una viva relazione”), con una nota sul caso di Santa Maria della Scala, piuttosto sminuente: “Le mini masterclass, cioè la promozione della cultura del benessere al Santa Maria della Scala, che hanno suscitato molte polemiche ma anche grande partecipazione, sono durate solo poche ore, di fatto costituendo un evento singolo e isolato. L’evento si è ovviamente svolto dopo sopralluoghi accurati con gli uffici competenti per la tutela del luogo e sempre sotto la stretta sorveglianza del personale incaricato per la salvaguardia dell’ambiente, che non è stato in alcun modo danneggiato. Conveniamo che sarebbe stato più opportuno utilizzare altre aree, che purtroppo sono temporaneamente indisponibili poiché la loro messa in sicurezza è ancora in corso”.
Ma è proprio questa la convergenza tra arte e sport che viene in mente, passando in rassegna qualche secolo di storia dell’arte? Chissà cosa ne penserebbero Mirone o Policleto, Dottori o Boccioni, Rodtchenko o Mattew Barney…

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
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