Per un laboratorio irregolare. Al Madre di Napoli si presenta il progetto di Antonio Biasiucci con otto giovani fotografi: pronti ad esporre le loro opere a Castel dell’Ovo

Ha veste ufficiale e può vantare il “matronato” di un’istituzione pubblica importante come il Madre di Napoli, il laboratorio messo in campo negli ultimi due anni dall’artista Antonio Biasiucci fra le mura del suo studio partenopeo. LAB / per un laboratorio irregolare: questo il titolo del progetto di totale volontariato, che ha l’ambizione di ripetersi […]

Ha veste ufficiale e può vantare il “matronato” di un’istituzione pubblica importante come il Madre di Napoli, il laboratorio messo in campo negli ultimi due anni dall’artista Antonio Biasiucci fra le mura del suo studio partenopeo. LAB / per un laboratorio irregolare: questo il titolo del progetto di totale volontariato, che ha l’ambizione di ripetersi con frequenza biennale, e che ha visto crescere, durante una serie di incontri a cadenza quindicinale, la consapevolezza e il lavoro dei giovani fotografi coinvolti, da Ilaria Abbiento a Fulvio Ambrosio, Chiara Arturo, Giuliana Calomino, Cristina Cusani, Susy D’Urzo, Luigi Grassi e Claudia Mozzillo. Il metodo, istillato attraverso un confronto continuo sulle tematiche scelte da ogni singolo artista, è quello dell’indagine, dell’andare a fondo per mettere a fuoco l’immagine che si vuole comunicare. Questo metodo ha bisogno di tempo e di riflessione, da qui il susseguirsi degli incontri in cui ciascun artista è stato invitato alla condivisione dei propri progetti.
Per dirla al meglio, con le parole di Biasiucci: “Il senso del ‘laboratorio’ è quello di scoprire una urgenza, una autenticità attraverso il continuo confronto col soggetto col quale si è scelto di confrontarsi. Il risultato è la costruzione di otto portfoli degni di essere presentati, dove è evidente un proprio dire, un proprio sentire, una propria autentica visione delle cose della vita oltre alla acquisizione di un metodo che possa essere guida per altre esperienze future”. Il progetto è coordinato e co-curato da Antonello Scotti di Aporema onlus, e ha visto impegnarsi attivamente una serie di professionisti di settori complementari, coinvolti dallo stesso Biasiucci. Ma l’operazione è a tutto campo, e al Madre verrà presentata anche la mostra conclusiva di questo percorso: Epifanie, che si terrà alla fine di aprile prossimo nella Sala delle Prigioni di Castel dell’Ovo. Per rendere possibile l’esposizione delle opere e la stampa del catalogo è stata attivata dai giovani fotografi un’operazione di crowdfunding necessaria a sostenere le spese vive.

– Giovanna Procaccini

Presentazione: mercoledì 19 marzo 2014 – ore 18.00
Madre
Via Settembrini, 79 – Napoli
081 19313016
[email protected]
www.madrenapoli.it

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Giovanna Procaccini
Giovanna Procaccini, napoletana, si laurea in architettura e si specializza in storia dell’arte all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Si diploma come addetto alla conservazione e restauro dei dipinti su tela. Critica e curatrice, si occupa d’arte contemporanea in ogni suo aspetto. Ha lavorato come assistente presso la Cardi Galleria d’Arte di Milano e la Galleria Alfonso Artiaco di Napoli. Ha svolto contratti a progetto con il PAN | Palazzo delle Arti Napoli e con la Fondazione Internazionale Studi Superiori di Architettura. Si è occupata di didattica per Progetto Museo e per gli Amici dei Musei – Sez. Giovanile Napoli. Ha curato mostre di architettura e di artisti emergenti presso spazi pubblici e private gallerie d’arte. È consulente tecnico d’ufficio per il Tribunale di Napoli e svolge ruolo di consulente per alcuni collezionisti d’arte. Dalla sua fondazione, nel 2011, collabora con Artribune. Precedentemente, dal 2005, ha collaborato con le piattaforme editoriali Exibart e Zero.