Monastero, carcere, poi spazio culturale polifunzionale. A Firenze debutta Le Murate. Progetti Arte Contemporanea: immagini dall’opening con l’artista Valeria Muledda

I nuovi spazi, sotto la direzione artistica di Valentina Gensini, ospiteranno mostre, incontri, performance e workshop centrati sulle tematiche ed i linguaggi artistici del contemporaneo, con un taglio fortemente interdisciplinare. Nello straordinario contesto del complesso monumentale delle Murate, a Firenze, già monastero e poi per un secolo carcere, si è appena inaugurato il nuovo spazio […]

I nuovi spazi, sotto la direzione artistica di Valentina Gensini, ospiteranno mostre, incontri, performance e workshop centrati sulle tematiche ed i linguaggi artistici del contemporaneo, con un taglio fortemente interdisciplinare. Nello straordinario contesto del complesso monumentale delle Murate, a Firenze, già monastero e poi per un secolo carcere, si è appena inaugurato il nuovo spazio Le Murate. Progetti Arte Contemporanea. La programmazione di PAC, che eredita la location dello Spazio SUC delle Murate, integrerà esposizioni, concerti, conferenze, ma anche lezioni ed incontri con artisti. Un progetto di residenze d’artista prevede la permanenza di artisti internazionali, che si affiancherà alla destinazione temporanea di studi e spazi ad uso performativo ad artisti del territorio.
Il nuovo spazio si è aperto con l’opera site-specific Nuclei (vitali), realizzata dall’artista Valeria Muledda in collaborazione con Tempo Reale. L’opera, realizzata tenendo conto della struttura architettonica e angusta del “carcere duro”, coinvolge dodici celle al terzo piano, e vive questi spazi nella volontà di ascoltarli mediante apparecchiature d’epoca (radio, telefoni). La cella prende il significato di “cellula” vivente da ascoltare. Le venti ore di materiale sonoro (racconti relativi al carcere, suoni fisici, sonarità ambientali) fanno da cassa di risonanza per ascoltare lo spazio e le relazioni con esso, in una continuità tra corpo fisico e corpo architettonico. La prospettiva è invertita, lo sguardo è dalla cella alla città e non viceversa. Nella fotogallery, immagini dell’opening…

– Cristiana Margiacchi