Milano Updates: gli enigmi dello Zapruder filmmakersgroup alla Marsélleria di via Paullo, con una collezione di video sospesi tra magia e sarcasmo. E una installazione fatta a misura di selfie…

Era già successo con la personale di Riccardo Benassi, il format ora si ripete: è nella Marsélleria di via Paullo che si conclude un viaggio creativo cominciato altrove – in questo caso a Ferrara – arricchito nel corso di tappe intermedie e infine chiuso a Milano, meta ultima e definitiva dove sfogliare finalmente nella loro […]

Il video di Zapruder a Milano

Era già successo con la personale di Riccardo Benassi, il format ora si ripete: è nella Marsélleria di via Paullo che si conclude un viaggio creativo cominciato altrove – in questo caso a Ferrara – arricchito nel corso di tappe intermedie e infine chiuso a Milano, meta ultima e definitiva dove sfogliare finalmente nella loro interezza le pagine virtuali di un diario carico di appunti visuali, segni, narrazioni farcite di un elegante sarcasmo. Quello dello Zapruder filmmakersgroup, collettivo che si muove nella terra di tutti e di nessuno che si allarga attorno al confine tra video-arte propriamente detta e cinema.
Un collage di sketch ammalianti quello riunito e proiettato fino al 3 aprile a Milano, assemblando frammenti fulminei ed altri più elaborati, veri e propri corti d’autore – sceneggiati e recitati – e riprese a camera fissa che si limitano a cogliere pezzi di quotidiano surrealismo. Il filo rosso che guida l’operazione è quello, illusorio, dell’enigma: esplicitato con struggimento felliniano nella seduta che si tiene in casa di una segaligna sensitiva (stupenda la colonna sonora di musiche tradizionali amerinde riarrangiate come fossero melodie da balera); oppure semplicemente indotto, come quando la telecamera scorre su un Canal Grande completamente prosciugato – è quello riprodotto in un parco divertimenti, ma potrebbe benissimo essere l’originale – oppure gioca a riprendere i visitatori di un museo mentre posano davanti a un monumentale diorama per le immancabili foto ricordo. L’artificio della moltiplicazione dei piani visuali costruisce fantastiche architetture mentali, amplificate da un allestimento immersivo felicissimo: due i supporti su cui vengono proiettati i video, in strettissimo rapporto tra loro, ma collocati l’uno alle spalle dell’altro. Impossibile dunque osservarli in contemporanea? La soluzione è in uno specchio, il più semplice degli effetti speciali, che pure esplode lo spazio e ingoia il pubblico alludendo alla tridimensionalità. Attirando e invitando a tuffarsi nell’enigma, permettendo così una diversa percezione non solo visuale, ma anche sonora: perché l’audio dei video è trasmesso in modo tale da essere comprensibile, a seconda del frammento, in punti diversi della Marsélleria.

Un gioco serissimo quello degli Zapruder, che invitano noi pure a giocare. Piazzando all’ingresso della Marsélleria un pannello che ritrae la Sfinge: il volto rimosso, al suo posto un ovale dal quale affacciarsi e farsi fotografare. Per essere tutti, gioiosamente, parte dell’enigma.

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.