“L’arte? Mi ha arricchito… impoverendomi!”. Parole di Franco Toselli, protagonista dell’intervista ai grandi galleristi italiani su Artribune Magazine 18

“C’era il fatto che Milano poteva essere pensata, all’inizio, come un luogo di lavoro. Pensiero che è stato stravolto da quello dell’arte, che è entrata a gamba tesa nella mia vita; un vero sgambetto che ho fatto un po’ a tutti. Anche a me stesso, perché possiamo dire che l’arte mi abbia arricchito… impoverendomi!”. Questo […]

Franco Toselli

C’era il fatto che Milano poteva essere pensata, all’inizio, come un luogo di lavoro. Pensiero che è stato stravolto da quello dell’arte, che è entrata a gamba tesa nella mia vita; un vero sgambetto che ho fatto un po’ a tutti. Anche a me stesso, perché possiamo dire che l’arte mi abbia arricchito… impoverendomi!”. Questo risponde, Franco Toselli, alla domanda sul perché abbia scelto Milano: lo fa rispondendo alle domande di Artribune Magazine, che ha scelto lui per il nuovo step del ciclo dedicato ai galleristi italiani che hanno fatto la storia nel secondo dopoguerra.
La galleria si avvicina a compiere mezzo secolo, fra via Melzo, Porta Venezia, l’Isola, fino all’Arco della Pace. A Milano arrivava dalla Francia, terra natia della madre, portando in dote Sonia Delaunay. E poi, dopo aver lavorato con i Fabro e i Boetti, ha scoperto l’America: sue le prime italiane di John Baldessari e Maria Nordman. Che Milano era quella di fine Anni Sessanta? “Era una Milano, per me che arrivavo dalla Francia, tutta da scoprire. I riferimenti erano alcune figure che identificano questa città in modo molto forte: sono subito andato da Giò Ponti, la mia prima mostra è stata con lui. A Milano c’era il mondo dell’architettura e quello del design, io stavo vicino a Sottsass, con cui avevo contatti quasi quotidiani…”. I primi passi come gallerista? Da qui il racconto prosegue sulle colonne del magazine: lo trovate a brevissimo in distribuzione…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Guia

    Ricordo bene Toselli. amico dio mio zio Riccardo, collezionista. E un suo magazzino dove lavoravo per un’agenzia di adv, in foro Bonaparte. Gli anni 80. ricordo delle opere di Gilardi e tantialtri.

    Sua moglie, Bellissima e solare, suo figlio Leone alla scuola steineria e Lisa Ponti. Un anno aiutarono anche la scuola con una mostra e un libro su Jan Knap che disegnava Angeli……Ora il mondo del’arte non ha più l’entusiasmo e la ricerca, mi pare solo un grande mercato di contatti mi pare sia in un vicolo cieco dove si rispolverano agli anni 60, 70 per sostenere dei giovani che ripetono, senza volere e senza sapere gli stessi temi e il mercato chiede e sa solo interpretare/accettare il concettuale. Il giudizio , l’estettic come punto d’arrivo non vengono presi in considerazione ma immediatatamente estromessi, esclusi perchè nessuno sa dare un parere. nessuno osa..è così facile sssere cancellati è così difficile entrarci…spero di sbagliarmi.