Kentridge, Kapoor, Basquiat. Quando il cinema mette bocca (e sguardo) nell’arte contemporanea: tre serate a Mantova, in collaborazione con Lo schermo dell’arte di Firenze

William Kentridge, Anish Kapoor, Jean Michel Basquiat. Tre giganti della contemporaneità, tre personaggi che – con diverse declinazioni – riescono a dare un importante contributo alla comprensione delle dinamiche creative attuali. Ne è convinta Cinearte, che per la rassegna Sguardi contemporanei dedica ai tre altrettante serate incentrate sulla proiezioni di film presentati da critici e […]

William Kentridge, anything is possible

William Kentridge, Anish Kapoor, Jean Michel Basquiat. Tre giganti della contemporaneità, tre personaggi che – con diverse declinazioni – riescono a dare un importante contributo alla comprensione delle dinamiche creative attuali. Ne è convinta Cinearte, che per la rassegna Sguardi contemporanei dedica ai tre altrettante serate incentrate sulla proiezioni di film presentati da critici e studiosi. Ritratti “capaci di restituire una lettura ora profetica, ora provocatoria, spesso spiazzante della modernità, spesso mescolando gli stili, superando gli steccati  dell’arte tradizionale, rivolgendo l’attenzione in direzioni diverse nella tensione a decodificare la complessità del presente, a volte con l’intento rivoluzionario di provare a cambiarlo”.
Si parte – al cinema Oberdan (via Oberdan 11 – Mantova), in collaborazione con Lo schermo dell’arte Film Festival di Firenze – da William Kentridge: anything is possible, di Susan Sollins e Charles Atlas, in programma domani, martedì 11 marzo alle 21,15, con la presentazione di Francesco Sala, redattore di Artribune. Secondo appuntamento il 18 marzo con The world according to Anish Kapoor, di Heinz Peter Schwerfel, presentato da Davide Dall’Ombra, docente di Storia della Critica d’Arte all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, per concludere il 25 marzo con Jean Michel Basquiat. The radiant child, di Tamra Davis, presentazione di Claudio Musso, critico d’arte (anche epr Artribune) e collaboratore del MAMbo di Bologna.

www.ilcinemadelcarbone.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.