Il Man di Nuoro celebra Robert Capa. Con una mostra e un concorso di fotoreportage. Tra i vincitori Manuela Meloni: scorci di una Sardegna fantasma, tra paesaggio e memorie militari

“Se le tue foto non sono buone è perché non sei abbastanza vicino”. E per Robert Capa la questione della prossimità era una faccenda quotidiana, vissuta tra la forza dell’immagine e la prepotenza del reale. Essere molto vicini significava, da un lato, sperimentare il rischio, scegliere la trincea, cavalcare la tensione della battaglia, guardare in […]

Robert Capa, Spagna (Morte di un miliziano), 5 settembre1936

Se le tue foto non sono buone è perché non sei abbastanza vicino”. E per Robert Capa la questione della prossimità era una faccenda quotidiana, vissuta tra la forza dell’immagine e la prepotenza del reale. Essere molto vicini significava, da un lato, sperimentare il rischio, scegliere la trincea, cavalcare la tensione della battaglia, guardare in faccia la morte e sottrarla al suo tempo; dall’altro, il senso si spostava lungo una dimensione umana: “Ama la gente e faglielo capire”, ripeteva spesso. Perché a muovere l’avventura fotografica, accorciando le distanze rispetto al soggetto, era proprio il desiderio di conoscenza, lo slancio empatico.
Robert Capa, reporter di guerra tra i più straordinari, firma eccellente di Life, autore di alcuni scatti diventati iconici, è il protagonista della prossima mostra organizzata dal Man di Nuoro, in programma dal 7 marzo al 18 maggio 2014.
In occasione dell’evento il museo aveva lanciato un concorso fotografico, orientato all’individuazione di alcuni validi progetti di reportage dedicati alla Sardegna. Una sfida, in cerca di sguardi ravvicinati, inediti, autentici, con cui raccontare una terra troppo spesso affidata a luoghi comuni e formule narrative convenzionali. La commissione, riunitasi lo scorso 24 febbraio, è così arrivata al verdetto. Sui centoventi progetti candidati, sono stati selezionati quelli di Alessandra Cecchetto (“Cleopatra Uras”), Elisabetta Loi e Sergio Melis (“Il coraggio di una madre”), Stefania Muresu (“Luci a mare”), Giuseppe Onida (“Senza titolo”), Stefano Pia (“Penne di quaglia”) e Manuela Meloni (“La terra della memoria”), quest’ultimo insignito di una menzione speciale e perciò destinato a una pubblicazione. Tutti i lavori selezionati saranno esposti al Man, in una mostra parallela a quella di Capa.

Manuela Meloni, La terra della memoria, 2013
Manuela Meloni, La terra della memoria, 2013

Il lavoro di Manuela Meloni è dedicato un’area della Sardegna centro-orientale in cui si trovano ancora i resti di una zona militare, il PISQ (Addestramento Interforze del Salto di Quirra), oggi dismessa. “Le dieci fotografie presentate”, ha commentato la giuria, “descrivono con rigore formale e sensibilità di sguardo lo strano connubio tra architetture militari e paesaggio agricolo, raccontando l’atmosfera “immutabile e sospesa” della vita delle comunità locali”. In questa sorta di villaggio fantasma, che vive nel riflesso di un passato ancora prossimo, la vita scorre con un ritmo anomalo, laterale. Stride il conflitto tra la natura selvaggia, i pochi ovili sparsi, i rudimentali recinti per gli animali, le vecchie case abitate da qualche superstite, e un’inquietante archeologia militare: cassette di esplosivi abbandonate, filo spinato, guardiole vuote, bersagli, carri armati arrugginiti, fino alla miniere dismesse, un tempo utilizzate per l’estrazione del rame o la produzione di arsenico.
Nonostante i pastori siano stati sfrattati dalle zone del poligono a terra e a mare, alcuni sono rimasti, abusivamente. La magistratura di Lanusei sta conducendo delle indagini ambientali, avendo riscontrato la presenza di discariche militari, in un’area ad alto interesse ecologico.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.