“Il Macro rinascerà grazie a Enel”, dice l’assessore Flavia Barca. E torna l’ipotesi di Francesco Bonami. Ma i verbi, nella città in svendita, continuano ad essere al futuro

Intervista sul dorso romano del Corriere della Sera (firmata da Paolo Conti) per l’assessore alla cultura di Roma Capitale Flavia Barca. Si parla di molti argomenti e poi si atterra, immancabilmente, anche sul Macro, e per la prima volta l’assessore conferma un buzz: del Macro si occuperà Enel che, a partire dalla gestione di Luca […]

Flavia Barca

Intervista sul dorso romano del Corriere della Sera (firmata da Paolo Conti) per l’assessore alla cultura di Roma Capitale Flavia Barca. Si parla di molti argomenti e poi si atterra, immancabilmente, anche sul Macro, e per la prima volta l’assessore conferma un buzz: del Macro si occuperà Enel che, a partire dalla gestione di Luca Massimo Barbero, è lo sponsor principale del Museo. “Stiamo individuando una rapida soluzione amministrativa confrontandoci con Enel che da sempre ha attenzione anche economica verso il Macro“, ha dichiarato Barca. Peccato che di rapido non vi sia davvero nulla, visto che tutte le decisioni importanti (non solo sul Macro) procedono con una tempistica e un ritmo dovuto magari a fattori esogeni, ma sicuramente non compatibili con le esigenze di una città che deve – dovrebbe – confrontarsi sul palcoscenico internazionale delle grandi capitali occidentali e della relativa offerta e culturale. “Dunque a dirigere il museo sarà Francesco Bonami?“, chiede Paolo Conti. “Sarà una persona di alto profilo professionale e culturale” glissa Flavia Barca, non confermando ne smentendo. Ma di fatto accantonando il famoso, anzi famigerato, concorso pubblico per la selezione del direttore il cui bando è “pronto” ormai da un quadrimestre…
Sicuramente il Macro per Enel potrebbe essere un asset strategico anche dal punto di vista logistico. La grande azienda elettrica ha la sua sede a poche centinaia di metri dal museo, e gli spazi disegnati da Odile Decq potrebbero diventare anche quinta scenica per i tanti eventi aziendali che oggi si tengono in location esterne, magari profumatamente pagate. Meeting, convegni, incontri, cene aziendali, convention, formazione. Tutte cose che Enel potrebbe infilare nell’accordo dirottando sul Macro, in maniera credibile, una buona quota del più che cospicuo budget di comunicazione che fa capo a Gianluca Comin, grandissimo capo delle comunicazione esterne dell’ex Ente Nazionale per l’Energia Elettrica.
Il Macro diventerebbe insomma una sorta di museo aziendale, con ovviamente qualche paletto. Una soluzione che qualche anno fa avrebbe fatto gridare allo scandalo i puristi, ma che oggi appare assolutamente digeribile ai più. A maggior ragione in un quadro come quello del Comune di Roma amministrato da Ignazio Marino (stesso vale per i suoi predecessori, intendiamoci): un’amministrazione gonfia di sprechi, piena di risorse che non vengono sfruttate (o meglio, che vengono lasciate nelle mani di mafie e racket), grondante di aree sviluppabili ma non sviluppate e dunque un’amministrazione che non ha più soldi per nulla, men che meno per la cultura. Semplicemente perché si è deciso che non è comodo e agevole andarli a prendere dalle tasche delle lobby che si sono spolpate e si stanno spolpando la città. E per non torcere loro un capello che il Comune finirà, di fatto, per spossessarsi del Macro e di chissà cos’altro ancora.