I Martedì Critici ripartono dal Chiostro del Bramante di Roma, con un gallerista. Emilio Mazzoli, quarant’anni di testimonianze modenesi, con i più grandi artisti del secondo Novecento

Infaticabile, inarrestabile, il progetto dei Martedì Critici, che prosegue ciclo dopo ciclo la sua missione didattica e culturale: incontrare i migliori artisti italiani, dai più storici ai mid career, e presentarli al pubblico con una conversazione a tre, fatta di osservazioni critiche, memorie, riflessioni, confessioni. Chiusa l’ultima stagione invernale milanese al Museo Pecci, gli appuntamenti riprendono, […]

Emilio Mazzoli - foto Carlo Benvenuto

Infaticabile, inarrestabile, il progetto dei Martedì Critici, che prosegue ciclo dopo ciclo la sua missione didattica e culturale: incontrare i migliori artisti italiani, dai più storici ai mid career, e presentarli al pubblico con una conversazione a tre, fatta di osservazioni critiche, memorie, riflessioni, confessioni.
Chiusa l’ultima stagione invernale milanese al Museo Pecci, gli appuntamenti riprendono, in versione primaverile, nell’altra location tradizionale, quella del Chiostro del Bramante di Roma. E accanto all’ideatore, Alberto Dambruoso, c’è lo storico dell’arte Guglielmo Gigliotti. Ma una grossa novità segna questa ripartenza, utile ad ampliare e completare il progetto originario. Agli incontri con gli artisti saranno affiancati quelli con importanti galleristi italiani, figure che hanno fatto (o stanno facendo) la storia del mercato e del sistema dell’arte nazionale.
Ed è proprio con un gallerista che si apre questa nuova tappa romana. Ospite è infatti Emilio Mazzoli, che i suoi primi passi nel mondo dell’arte li mosse quattro decadi fa. Dopo una breve esperienza con la galleria Futura, inaugurata nel 1970 con una personale di Giulio Turcato, Mazzoli fonda nel 1977 a Modena la galleria che porta il suo nome, avviando collaborazioni con artisti decisivi per la storia dell’arte contemporanea: tra questi Vincenzo Agnetti, Gilberto Zorio, Enrico Castellani, Giovanni Anselmo.

Emilio Mazzoli con Mimmo Rotella
Emilio Mazzoli con Mimmo Rotella

Nel 1978 arriva una doppia personale con Sandro Chia ed Enzo Cucchi, dal titolo Tre o quattro artisti secchi, accompagnata da una omonima pubblicazione: era in qualche modo l’inizio della gloriosa stagione della Transavanguardia. E ancora, nell’eccellente scuderia Mazzoli, arrivano nomi del calibro di Gino De Dominicis, Tano Festa, Mario Schifano, Alighiero Boetti, Mimmo Rotella, oltre a stranieri come Malcolm Morley, Ross Bleckner, Robert Longo, Alex Katz, David Salle, Mark Innerst, William Anastasi. Altra data importante è quella del 1981, anno in cui Mazzoli organizza la prima mostra personale al mondo di Jean Michael Basquiat. Un appuntamento cruciale, che conferma come vero fuoriclasse il gallerista modenese, uno di quelli con il fiuto, l’abilità, la sensibilità giusti e un sano amore per il rischio. A coadiuvarlo c’era Diego Cortez, eccentrico critico d’arte e musicale newyorchese.
Emilio Mazzoli, che ha passato al figlio Mario – gallerista anche lui, con uno spazio a Berlino – la stessa passione per il contemporaneo e la stessa voglia di sperimentare,  continua a distanza di quarantaquattro anni il suo percorso, sempre a Modena, sfornando mostre di autori come Alex Katz, Luigi Ontani, Carla Accardi, David Salle, fino ad atri di generazioni più giovani, come Liliana Moro, Lorenzo Scotto di Luzio, Stefano Graziani, Luca Pancrazzi. Un professionista che ha sempre scelto la qualità e la ricerca, non sottostando al mercato ma contribuendo a determinarne i movimenti, attraverso operazioni realmente culturali. Testimone di un tempo ancora fertile, in cui la storia dell’arte e del pensiero la scrivevano, accanto ai critici e agli artisti, anche i galleristi. Non mercanti né star, ma intellettuali.

– Helga Marsala

1 aprile 2014, ore 20
Chiostro del Bramante – Arco della Pace 5, Roma
ingresso libero
www.imartedicritici.com
www.chiostrodelbramante.i

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.