Fantasy e horror in salsa orientale: torna il Florence Korea Film festival, finestra sulla frizzante scena del cinema coreano. Passando da Kim Ki-duk a Choi Min-sik, l’eroe di “Old Boy” atteso a Firenze per incontrare i fan

“L’Europa? È Fellini!”: così parlò Huh Jung, ospite della preview del Florence Korea Film Festival, rassegna che dal 21 al 30 marzo trasforma il capoluogo toscano nella più interessante vetrina occidentale per il cinema coreano. Movimento tutt’altro che marginale o ancillare rispetto alle ben note scuole giapponesi e cinesi: Seoul vanta una lunga e premiata […]

Hide and Seek

“L’Europa? È Fellini!”: così parlò Huh Jung, ospite della preview del Florence Korea Film Festival, rassegna che dal 21 al 30 marzo trasforma il capoluogo toscano nella più interessante vetrina occidentale per il cinema coreano. Movimento tutt’altro che marginale o ancillare rispetto alle ben note scuole giapponesi e cinesi: Seoul vanta una lunga e premiata tradizione nel campo della settima arte, rivitalizzata da quello che nell’ultimo decennio è stato considerato un vero e proprio boom. Con il crescente consenso da parte del pubblico interno, che per la prima volta vede segnare il sorpasso al botteghino delle produzioni locali rispetto ai blockbuster hollywoodiani; un successo che premia un’industria cinematografica che investe e si fa settore di punta nel campo dell’innovazione tecnologica – che dal 2012 viene sostenuto dal governo con cinque anni di esenzione fiscale per le imprese che lo perseguono, segno di una volontà reale di “fare sistema”.
Jung rivela al pubblico di Firenze l’attenzione con cui l’Oriente guarda al cinema italiano, eleggendo proprio Fellini a punto di riferimento imprescindibile; una dichiarazione di poetica che precede la proiezione, in occasione della serata di apertura, del suo Hide and Seek, campione di incassi in patria nel 2013. Un lavoro che attiva in Italia in ottima compagnia: sono oltre cinquanta i film in calendario al Cinema Odeon – tra corti e lungometraggi – alcuni dei quali reduci da confortanti premiere in festival di richiamo assoluto. È il caso dell’apocalittico Snowpiercer di Bong Joon-Ho, ammirato al Festival di Roma: titolo più che mai rappresentativo per un’edizione della rassegna, la dodicesima, che sceglie di guardare in modo privilegiato al confine tra reale e irreale. Passando dall’horror al fantasy, dal recente Moebius firmato da Kim Ki-duk fino alla retroepsttiva dedicata a Choi Min-sik; l’attore protagonista del leggendario Oldboy, premiato dieci anni fa con la Palma d’Oro assegnata da un presidente di giuria del calibro di Quentin Tarantino, è atteso a Firenze il 25 marzo. Per un incontro con i fan che si annuncia ad alta tensione     

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.