Estate in musica? La meta giusta è il Tirolo. Torna il festival creato da Gustav Kuhn, con Josè Carreras, il Ring di Wagner, Bártók e Orff

Vicinanza a Salisburgo, Monaco di Baviera e Milano, prezzi contenuti ed alta qualità fanno del Festival del Tirolo una delle maggiori attrazioni musicali dell’estate. Dall’11 luglio al 15 agosto, in due teatri (di cui uno nuovo di zecca e costruito per le specifiche della manifestazione, che ha anche una sessione invernale ed una primaverile) si […]

Gustav Kuhn (foto Rupert Larl)

Vicinanza a Salisburgo, Monaco di Baviera e Milano, prezzi contenuti ed alta qualità fanno del Festival del Tirolo una delle maggiori attrazioni musicali dell’estate. Dall’11 luglio al 15 agosto, in due teatri (di cui uno nuovo di zecca e costruito per le specifiche della manifestazione, che ha anche una sessione invernale ed una primaverile) si potranno vedere ed ascoltare tre edizioni complete del wagneriano Ring (di cui una senza praticamente interruzione, tranne che per dormire dalle 2 di notte alle 10 del mattino), tre recital di Josè Carreras, un nuovo allestimento del Castello del Duca di Barbablu di Bártók, Carmina Burana di Orff, grandi concertisti (in programma un ciclo dedicato a Bruckner), musica da camera, jazz e sinfonica, nonché l’imperdibile Cabassi & Friends ed un Omaggio a Frank Sinatra.
Il Festival è animato da Gustav Kuhn, che lo ha creato e che – primo compositore dall’epoca di Wagner – è riuscito a far costruire, da sponsor privati, un teatro modernissimo secondo le specifiche richieste dalla manifestazione. Chi fosse interessanto, farà maglio ad affrettarsi: i biglietti ancora disponibili non sono molti, sono previsti sconti per giovani ed anziani ed il festival fornisce anche indicazioni alberghiere nei villaggi delle Alpi Baveresi prossimi a Erl.

– Giuseppe Pennisi

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.