Dove la installiamo la nuova mostra di Urs Fischer? Non bastano a Larry Gagosian le tredici gallerie che ha in giro per il mondo: e ne apre altre due a New York

“Non stavo cercando un nuovo spazio. Ma questo inverno era troppo freddo per andare al lavoro a piedi, e passando in auto ho visto in vetrina il cartello che offriva questo piccolo e isolato locale su Park Avenue, una zona inusuale, e per questo interessante”. Così Larry Gagosian racconta al New York Times la sua […]

Larry Gagosian e Urs Fischer (foto Dagospia)

Non stavo cercando un nuovo spazio. Ma questo inverno era troppo freddo per andare al lavoro a piedi, e passando in auto ho visto in vetrina il cartello che offriva questo piccolo e isolato locale su Park Avenue, una zona inusuale, e per questo interessante”. Così Larry Gagosian racconta al New York Times la sua ultima impresa: già, perché dovendo allestire una nuova mostra del suo pupillo – uno dei tanti – Urs Fischer, lo “squalo” deve aver pensato che le tredici gallerie che già possiede ai 4 angoli del globo (due delle quali proprio a New York) non si prestavano all’uopo. E quindi era ora di aprirne un’altra a Manhattan. Anzi due, visto che ci siamo.
Una sarà appunto all’821 di Park Avenue, non distante per capirci da quella che ancora per qualche mese è la sede del Whitney Museum: è lì che dal 3 aprile sarà esposta la grande installazione scultorea di Fischer Last Supper, una nuova versione dell’originale presentato lo scorso anno al Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Ma la mostra proporrà altre venti nuove sculture dell’artista svizzero: e per queste bisognava provvedere ad adeguata location. Ed ecco quindi quella che per ora sarà solo una pop-up gallery utilizzata per l’occasione: stavolta nel Lower East Side, in una ex filiale della Chase Bank al 104 di Delancey Street, a pochi block dal New Museum, per dare anche qui un riferimento geo-museale.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.