Christie’s vola alto a Dubai. Le aste di arte mediorientale quasi raddoppiano i totali dello scorso anno: con tanti record e stime in qualche caso decuplicate

Christie’s non poteva scegliere momento migliore della Dubai Art Week per presentare nella capitale culturale araba le sue aste di arte mediorientale. La vendita del 19 marzo ha totalizzato infatti il più alto risultato dal 2010 con 10.6 milioni di dollari, un aumento del 65% rispetto ad un anno fa, per le stesse aste officiate […]

Construction of the Suez Canal, di Abdul Hadi El-Gazzar

Christie’s non poteva scegliere momento migliore della Dubai Art Week per presentare nella capitale culturale araba le sue aste di arte mediorientale. La vendita del 19 marzo ha totalizzato infatti il più alto risultato dal 2010 con 10.6 milioni di dollari, un aumento del 65% rispetto ad un anno fa, per le stesse aste officiate nella settimana della cultura di Dubai. Nel catalogo di 140 lotti hanno trionfato le collezioni private, tra cui spicca quella di arte moderna egiziana Pharos, che da una stima di $1,4 milioni ha sfiorato i $4 milioni e ha portato anche il top lot della vendita, Construction of the Suez Canal di Abdul Hadi El-Gazzar (1925-1965), battuto $1 milione da una stima di partenza di $100-150mila. Il precedente record per l’artista era stato battuto nel 2011 sempre da Christie’s, con $746,500 per un dipinto a olio.
Dalla stessa collezione, una tela di Mahmoud Saïd (1897-1964) intitolata Haguer del 1923 ha triplicato la stima massima arrivando a $663,750. Ma il lotto con la stima maggiore del catalogo non ha trovato un compratore: si tratta di una scultura in fibra di vetro dell’artista iraniano Parviz Tanavoli, stimata $350mila. Tra i più internazionali della scena contemporanea iraniana, Ali Banisadr (1976) ha battuto il proprio record con Black 3 venduto a $339,750 da una stima di $120-180mila. Farhad Moshiri (1963) segue tra i top lots con un olio su tela venduto a $207,750.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.