Birra, cucina, cultura e creatività. I mille volti del Birrificio Lambrate, che festeggia i suoi primi 18 anni e pubblica un “manuale pratico di cucina lambratese”

Il prossimo 5 aprile il Birrificio Lambrate diventa maggiorenne. Tra i primissimi brewpub italiani, già in pista quando la moda della birra artigianale non era nemmeno all’orizzonte, il Lambrate si distingue non solo per le ottime (e pluripremiate) birre, ma anche per l’approccio vivace e multiforme al mondo della cultura, non solo quella brassicola. Nei […]

Il prossimo 5 aprile il Birrificio Lambrate diventa maggiorenne. Tra i primissimi brewpub italiani, già in pista quando la moda della birra artigianale non era nemmeno all’orizzonte, il Lambrate si distingue non solo per le ottime (e pluripremiate) birre, ma anche per l’approccio vivace e multiforme al mondo della cultura, non solo quella brassicola. Nei due locali milanesi, quello storico di Via Adelchi e quello nuovo di Via Golgi, aperto solo un anno fa, i ragazzi del Lambrate organizzano reading, concerti e incontri, radunando attorno a loro una vasta comunità di appassionati. Inconfondibili le etichette delle loro birre, disegnate quasi tutte dall’illustratore Roger Webber, che con uno stile personalissimo che strizza l’occhio al mondo del fumetto, è riuscito a interpretare lo spirito del birrificio e le storie che si celano dietro ai nomi dei diversi stili prodotti, spesso presi a prestito da espressioni dialettali locali (come la Gaina, la Ghisa e il Drago Verde).
Ultima in ordine di tempo, tra le iniziative dei vulcanici mastri birrai, è la pubblicazione di un divertente e utile libricino: il Manuale pratico di cucina lambratese, i cui testi sono curati da Max Mutarelli, collaboratore storico del birrificio, ma anche ex allievo dell’Accademia di Brera e assiduo contributor di Artribune. Da dove nasce l’idea di fare un libro? E in cosa consiste la cucina lambratese? Mutarelli ci risponde: “L’idea di scrivere un libro con le ricette dei piatti che serviamo nasce dal forte desiderio di ‘mettere nero su bianco’ un nostro primato, ovvero quello di essere il primo brewpub in grado di proporre un’ottima cucina a base di birra cruda – per esempio, lo stinco di maiale cotto nel mosto di una birra affumicata – riuscendo dunque a soddisfare i nostri clienti dal pranzo alla cena. Poi, anche per la storia di questo posto, davvero un punto di riferimento a Milano, abbiamo pensato di creare uno strumento utile alla diffusione di una certa cultura birraria, basata sulla ricerca sempre aperta di nuovi gusti, sul controllo qualitativo, sull’importanza dell’autoproduzione”.
Il Manuale, che contiene oltre trenta ricette tra piatti principali, dessert e proposte di cucina etnica, abbina a ogni piatto la birra giusta e contiene tantissimi consigli utili per avvicinarsi al mondo della cultura brassicola, una cultura antica che gode da un po’ delle rutilanti luci della ribalta in tutta la Penisola. Se volete sfogliarlo, lo trovate in distribuzione presso i locali del Lambrate.

– Valentina Tanni

www.birrificiolambrate.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.