Anche Saatchi scommette sulle vendite online. Intervista a Rebecca Wilson, nuovo “chief curator and director of artist development” di Saatchi Art

Saatchi Art, la piattaforma esclusivamente online che corre in parallelo con la storica Saatchi Gallery di Londra, ha annunciato la nomina di Rebecca Wilson come “chief curator and director of artist development”. Dopo l’esperienza di sette anni presso la Saatchi Gallery, l’esperta si trasferirà ora a Los Angeles, sede della venture online, per dirigere il […]

Rebecca Wilson

Saatchi Art, la piattaforma esclusivamente online che corre in parallelo con la storica Saatchi Gallery di Londra, ha annunciato la nomina di Rebecca Wilson come “chief curator and director of artist development”. Dopo l’esperienza di sette anni presso la Saatchi Gallery, l’esperta si trasferirà ora a Los Angeles, sede della venture online, per dirigere il programma di consulenza artistica per Saatchi Art. La piattaforma offre la possibilità agli artisti di caricare autonomamente le immagini delle proprie opere e fissarne il prezzo di vendita, raggiungendo così collezionisti d tutto il mondo. La Wilson di fatto lavorerà per la stessa società, ma grazie al nuovo ruolo avrà la possibilità di interagire direttamente con gli artisti, curando numerose mostre al mese e “dando a tutti la possibilità di valorizzare il loro lavoro e ricevere un feedback diretto da collezionisti e persone che amano l’arte”.
Per l’occasione, le abbiamo fatto alcune domande in merito alle vendite online e al ruolo dei social media nell’arte: “Sempre più spesso, la gente di tutto il mondo fruisce online di news, design, musica e film e questo sta accadendo anche con le arti visive. Le persone sono sempre felici di acquisire arte online, ed è un ottimo modo per entrare nel mondo dell’arte soprattutto se sei un nuovo acquirente”. Rebecca Wilson continua affermando che i social media stanno dimostrando di essere una fonte molto importante per noi per far conoscere artisti in Saatchi Art. Noi incoraggiamo i nostri artisti a condividere il loro lavoro attraverso i propri canali social – Pinterest e Facebook in particolare – in quanto anch’essi sono un importante veicolo per le vendite. Contribuisce anche a costruire un senso di comunità che è importante per noi, e per accendere il dialogo tra artisti, collezionisti, appassionati d’arte e chiunque altro visiti Saatchi Art”.
Recentemente anche le fiere parigine FIAC e Paris Photo hanno guardato a Los Angeles per la sua vitalità e internazionalità, ma il motivo principale per cui Saatchi Art nasce sulla West Coast è l’unione tra tecnologie avanzate e una bacino di artisti molto rigoglioso, che in questa città trovano spazio alla sperimentazione.
Infine, concludiamo l’intervista chiedendole il primo suggerimento che darebbe ad un nuovo collezionista: “Investire nei paesi di frontiera, vedere numerose mostre, ma soprattutto innamorarsi dell’arte che si compra, investendo nella propria felicità quotidiana”.

– Martina Gambillara

www.saatchiart.com

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.