Vince il popolo portoghese. Christie’s annulla l’asta degli 85 Mirò dello Stato: “Incertezze legali”. Ma i politici non si arrendono: ci riproveremo

    I cittadini portoghesi hanno vinto. “Incertezze legali” la motivazione ufficiale che ha portato Christie’s a cancellare – a sorpresa, a due ore dall’inizio – l’asta dedicata alle 85 opere di Joan Mirò vendute dal governo portoghese per rifocillare le proprie casse. A partire da gennaio, infatti, il mondo culturale e alcuni politici portoghesi […]

Joan Mirò, Femmes et oiseau

 

 

I cittadini portoghesi hanno vinto. “Incertezze legali” la motivazione ufficiale che ha portato Christie’s a cancellare – a sorpresa, a due ore dall’inizio – l’asta dedicata alle 85 opere di Joan Mirò vendute dal governo portoghese per rifocillare le proprie casse. A partire da gennaio, infatti, il mondo culturale e alcuni politici portoghesi avevano lanciato una raccolta firme contro l’uscita dal paese di questa collezione, originariamente di proprietà del Banco Portugues de Negocio (BPN) e passata in mano statale in seguito alla nazionalizzazione della banca nel 2008.
Venerdì il Partito Socialista lusitano aveva presentato un’istanza cautelare come ultimo tentativo di bloccare la vendita, e martedì mattina – 4 febbraio, data dell’asta – un tribunale amministrativo di Lisbona aveva rifiutato di fermare l’asta. Ma a poche ore dall’inizio la casa d’aste ha deciso di tirarsi indietro e ha divulgato un comunicato stampa che affermava: “La vendita della collezione di 85 lavori di Joan Miro è stata cancellata a causa di una controversia dinanzi alla magistratura portoghese, in cui Christie’s non e’ coinvolta. Le incertezze legali originate da questa disputa non ci permettono di garantire condizioni di massima sicurezza per l’epilogo della vendita“.
Il governo portoghese ha subito replicato che questa collezione non costituisce una priorità in un momento così critico per le finanze dello Stato. Il Segretario di Stato per la Cultura, Jorge Barreto Xavier ha dichiarato che “se vogliamo tenere queste opere, qualcuno deve pagarne il prezzo. Non è una priorità nella policy culturale al momento. Dovremo aspettare e vedere se l’asta potrà avvenire in una fase successiva”. Il pericolo dunque non è rientrato, ma intanto ieri sera a Londra i collezionisti di tutto il mondo sono rimasti a bocca asciutta, in attesa di quest’asta memorabile, la prima volta in cui appariva sul mercato una collezione di tale importanza del maestro catalano.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.