Vendite private, mercati emergenti e piattaforma digitale. Ecco i target prossimi venturi di Sotheby’s: che intanto riorganizza la struttura in chiave spending review

Nei giorni scorsi Sotheby’s – la casa d’aste londinese quotata in borsa – ha rilasciato i suoi piani di riallocazione del capitale per incrementare il ritorno economico degli azionisti. Bill Ruprecht, Presidente e CEO, ha annunciato una distribuzione di 300 milioni di dollari attraverso un dividendo straordinario e un’operazione di riacquisto per $150 milioni in […]

Bill Ruprecht, CEO di Sotheby’s

Nei giorni scorsi Sotheby’s – la casa d’aste londinese quotata in borsa – ha rilasciato i suoi piani di riallocazione del capitale per incrementare il ritorno economico degli azionisti. Bill Ruprecht, Presidente e CEO, ha annunciato una distribuzione di 300 milioni di dollari attraverso un dividendo straordinario e un’operazione di riacquisto per $150 milioni in azioni, con circa $25 milioni di azioni riacquistate entro la fine del 2014. Andando avanti, la società intende restituire qualsiasi capitale in eccesso agli azionisti su base annua, principalmente attraverso un dividendo straordinario. Sotheby’s ha anticipato anche che si impegnerà in altre due aree per i prossimi 12 e 24 mesi per sbloccare un valore significativo per gli azionisti: un ulteriore finanziamento del debito del portafoglio crediti per i servizi finanziari Sotheby’s, che potrebbe comportare il ritorno stimato tra i  $150 milioni e i $200 milioni per gli azionisti; e una valutazione delle sue partecipazioni immobiliari a New York e Londra. La Società sta valutando la possibilità di vendere la sua sede di York Avenue e trasferirsi, o vendere una porzione di edificio. Si sta inoltre valutando la proprietà a New Bond Street, a Londra, per impegnarsi anche qui in un processo di revisione.
Infine, l’azienda ha annunciato che creerà strutture di capitale e politiche finanziarie separate per i due comparti principali della Società, Agency, che si occupa di vendite all’asta e private sales, e Sotheby’s Financial Services. Tale struttura consentirà di ottimizzare i finanziamenti e stabilire soglie di ritorno chiare per ogni azienda: il 15% di ritorno sul capitale investito per l’attività di Agency e il 20% per Financial Services. Sotto la nuova struttura si stima che verranno tagliati $22 milioni in stipendi e spese amministrative, ma non sono previsti tagli di posti di lavoro. Sotheby’s è interessata a aumentare gli investimenti in venture promettenti, come le vendite private, mercati emergenti e la sua piattaforma digitale. Le azioni di Sotheby’s aumenteranno così dello 0.5% a 49,16 dollari nel commercio iniziale. Immediata la risposta di uno degli azionisti della società, Marcato Capital Management LP, società di San Francisco che detiene il 6,6% delle azioni di Sotheby’s. “L’annuncio odierno è un passo modesto nella giusta direzione, ma Sotheby’s può restituire più capitale agli azionisti e farlo più rapidamente di quanto previsto dal suo piano”. La società afferma che Sotheby’s dovrebbe restituire $1 miliardo di capitale agli azionisti entro 12 mesi, utilizzando i guadagni generati nel 2013 e 2014, l’eccesso di liquidità in bilancio, e i capitali liberati da un adeguato finanziamento delle sue attività di servizi finanziari e dalle proprietà immobiliari.
Lo scorso ottobre, Dan Loeb, detentore del 9,3% delle azioni di Sotheby’s, aveva puntato il dito contro Ruprecht, ritenendolo responsabile delle minori performance a confronto della rivale Christie’s, usando la frase divenuta famosa: “Sotheby ‘s è come un dipinto antico in disperato bisogno di restauro”. Ma con l’annuncio lanciato mercoledì, Sotheby’s ha fatto un passo avanti per soddisfare le richieste degli azionisti e migliorare i loro rendimenti, compresi quelli di Mr. Loeb.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.