Tutti in coda, a Bologna, per vedere la Ragazza con l’orecchino di perla? Niente paura. Se piove ci sono i portici. E se la fame morde, c’è pure il servizio ristoro per i visitatori in attesa…

L’evento è di quelli che si fanno attendere, l’aspettativa è altissima come la curiosità: sono a migliaia ad attendere che si spalanchi il portone di Palazzo Fava, a Bologna, per poter incontrare la bella, iconica fanciulla fiamminga, valutando con i propri occhi la tanto discussa mostra organizzata da Linea d’Ombra, a cura di Marco Goldin. […]

Johannes Vermeer, La tagazza con l'orecchino di perla, 1665

L’evento è di quelli che si fanno attendere, l’aspettativa è altissima come la curiosità: sono a migliaia ad attendere che si spalanchi il portone di Palazzo Fava, a Bologna, per poter incontrare la bella, iconica fanciulla fiamminga, valutando con i propri occhi la tanto discussa mostra organizzata da Linea d’Ombra, a cura di Marco Goldin. Ancora un giorno d’attesa: l’8 febbraio il taglio del nastro.
E per la serata – la mostra rimarrà aperta fino alle 2 di notte – Bologna sfodera tutte le sue carte, creative e organizzative: concerti con strumenti “vermeeriani” e musiche olandesi, mostre collaterali, conferenze di presentazione e, nientepopodimeno, un servizio ristoro per i visitatori in coda! Tutto offerto dall’Associazione Panificatori di Bologna e provincia, che si sono inventati un pane artigianale a forma di tulipano – olandese, of course – decorato con semi di sesamo, in tema con le origini del grande Johannes Vermeer. E poi, la chicca: unaTorta della Ragazza con l’orecchino di perla, costruita sulla base di due ingredienti: l’eccellente cacao olandese e le amarene, frutti da sempre associati alla tradizione dolciaria locale. Il tutto accompagnato da tisane biologiche. E l’infinita a coda sarà più dolce, per il trepidante (e paziente) visitatore…

– Marta Santacatterina

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.
  • Bacchi

    Grandissima occasione da non perdere assolutissimamente grazie agli organizzatori a presto.