Si torna a Londra, per le aste di contemporaneo. La prima è di Phillips, con un catalogo dominato da Gerhard Richter, Christopher Wool e Chris Ofili

Il momento rovente per il mercato dell’arte a Londra non si ferma a moderni e impressionisti. Occhi ancora puntati dal 10 al 14 febbraio, questa volta per il mercato del contemporaneo, che parte dalle migliori premesse riproponendo opere di alta qualità e di ottima provenienza nei cataloghi di Christie’s, Sotheby’s e Phillips. Sarà proprio quest’ultima […]

Gerhard Richter - Abstraktes Bild 776-1

Il momento rovente per il mercato dell’arte a Londra non si ferma a moderni e impressionisti. Occhi ancora puntati dal 10 al 14 febbraio, questa volta per il mercato del contemporaneo, che parte dalle migliori premesse riproponendo opere di alta qualità e di ottima provenienza nei cataloghi di Christie’s, Sotheby’s e Phillips. Sarà proprio quest’ultima ad aprire la settimana con una Evening sale il 10 febbraio, giocando d’anticipo sulle altre due, che partiranno il 12 e il 13 febbraio.
Phillips propone un catalogo di 35 lotti stimati 9,7-13,5 milioni di sterline, guidato da uno dei protagonisti classici del contemporaneo, Gerhard Richter, con l’opera Abstraktes Bild 776-1 del 1992, stimata £1,8-2,2 milioni. Un bellissimo esempio del lavoro di Christopher Wool con l’opera Untitled (P 492) del 2005, di dimensioni 264.2 x 198.1 cm, stimato £800mila-1,2 milioni. The Saga Continues…The Journey from Hell, 1997 (stima £600-800mila) ben rappresenta l’identità ibrida di Chris Ofili, che ritaglia e assembla immagini raccolte dalla cultura tradizionale africana, dall’iconografia religiosa, dalla cultura pop (pornografia, cinema, televisione) e dalla musica (jazz, hip-hop). Non possono mancare altri grandi nomi: Andy Warhol, qui presente con One Multicolored Marilyn (Reversal Series), 1979/1986, stimata  £600-800mila; Damien Hirst, con il dittico Night Follows Day (Diptych), 2007, due tele incollate con vernice lucida dove le farfalle sono sospese, già apparsa in asta nel 2011 e invenduta con una stima maggiore rispetto a quella attuale di £500-700mila; Yayoi Kusama, con Infinity Nets OPQR, 2007, in una delicata palette di grigi e bianchi, stimata £400-600mila, apparsa in asta da Phillips nel 2012, venduta a £662mila.
Nel catalogo serale troviamo anche Arte Povera: Michelangelo Pistoletto con un’opera del 1970, Uomo con gli stivali al telefono, un autoritratto dell’artista impegnato in una conversazione telefonica, stimato £350 – 450mila. L’opera era stata venduta nel 2007 da Christie’s per £240mila. Tra i primi lotti in catalogo Nate Lowman e Dan Colen, seguiti da Sterling Ruby con la monumentale opera in nero SP56, 2008, stimata £500-700mila, e da un’opera della serie Ocean del 2010 di Andreas Gursky, l’artista tedesco meglio conosciuto per le immagini fotografiche, ma qui presente con un’immagine ispirata a vuoto del blu dell’oceano mostrato negli schermi degli aeroplani, realizzata raccogliendo foto satellitari da internet e messe insieme per generare le sue composizioni (stima £300-500mila).

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.