Sanremo live: ecco di che ha parlato Cristiana Collu al festival della canzone. La bellezza secondo Vladimir Jankélévitch, e la visione del futuro per salvare i musei

Cosa dirà Cristiana Collu ospite al Festival di Sanremo?, ci domandavamo ieri, anticipando la notizia della presenza della giovane direttrice del Mart di Rovereto alla popolare kermesse canora che incolla alla tv mezza Italia. E di cose ne ha dette, verso le 22, quando Fabio Fazio e Luciana Littizzetto – vedete la fotogallery, ovviamente “rubata” […]

Cosa dirà Cristiana Collu ospite al Festival di Sanremo?, ci domandavamo ieri, anticipando la notizia della presenza della giovane direttrice del Mart di Rovereto alla popolare kermesse canora che incolla alla tv mezza Italia. E di cose ne ha dette, verso le 22, quando Fabio Fazio e Luciana Littizzetto – vedete la fotogallery, ovviamente “rubata” dalla tv – l’hanno chiamata sul palco a presentare uno dei tanti ospiti canori.
Pochi minuti, due o tre, nei quali è riuscita a condensare concetti anche profondi, quasi sussurrandoli, in linea col suo carattere timido e riservato, che nulla incide tuttavia sulla sua sicurezza e determinazione. Ha iniziato con una citazione colta, quando ha affidato la definizione di bellezza alle parole di Vladimir Jankélévitch, tratte dal libro Le Je-ne-sais-quoi et le Presque-rien. Dopo una pausa dedicata all’ospite canora, Fazio è tornato a chiederle un’opinione sul momento difficile per molti musei in Italia.
Il problema”, ha argomentato la Collu, “sta nelle nuove generazioni, che spesso paiono perdere di vista la visione del futuro. Ma l’importante è non perdere la passione, il desiderio, la voglia di crederci…”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • antonio arévalo

    “pensare che dove stai è il centro del mondo”