Paolo VI e l’arte contemporanea. Un museo a Concesio, finalmente aperto al pubblico: da Matisse a Fontana, una collezione che racconta la grande passione di Papa Montini

Un uomo, il suo destino di santità ed il suo amore la bellezza. Parliamo di Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, ovvero Papa Paolo VI. In carica tra il 1963 e il 1978, anno della morte, fu noto per la sua storia religiosa, ma non certo per quella di appassionato d’arte. Eppure, Papa Montini, per […]

Papa Paolo VI

Un uomo, il suo destino di santità ed il suo amore la bellezza. Parliamo di Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, ovvero Papa Paolo VI. In carica tra il 1963 e il 1978, anno della morte, fu noto per la sua storia religiosa, ma non certo per quella di appassionato d’arte. Eppure, Papa Montini, per le arti aveva un debole: testimonianze di splendore e verità, le opere d’arte erano per lui l’incarnazione di una luce spirituale, che nel bello vive e si irradia, in ogni tempo.
Fu lui, il 7 maggio del 1964, a incontrare una delegazione di artisti, riuniti nella Cappella Sistina, dichiarando il suo impegno e la sua attenzione per tutti i pittori, gli scultori, i poeti e i musicisti, portatori di bellezza. Straordinario e ineguagliato il discorso che rivolse ai presenti, che ad alcuni passaggi più conservatori ne unì altri di grande apertura e ispirazione: “Vi abbiamo fatto tribolare, perché vi abbiamo imposto come canone primo la imitazione, a voi che siete creatori, sempre vivaci, zampillanti di mille idee e di mille novità. Noi – vi si diceva – abbiamo questo stile, bisogna ade­guarvisi; noi abbiamo questa tradizione, e bisogna esservi fedeli; noi abbiamo questi maestri, e bisogna seguirli; noi abbiamo questi canoni, e non v’è via di uscita. Vi abbiamo tal­volta messo una cappa di piombo addosso, possiamo dirlo; perdonateci!
E poi vi abbiamo abbandonato anche noi. (…) Rifacciamo la pace? Quest’oggi? Qui? Vogliamo ritornare amici? Il Papa ridiventa ancora l’amico degli artisti? Volete dei suggerimenti, dei mezzi pratici? Ma questi non entrano adesso nel calcolo. Restino ora i sentimenti. Noi dobbiamo ritornare alleati. Noi dobbiamo domandare a voi tutte le possibilità che il Signore vi ha donato, e, quindi, nell’ambito della funziona­lità e della finalità, che affratellano l’arte al culto di Dio, noi dobbiamo lasciare alle vostre voci il canto libero e potente, di cui siete capaci. E voi dovete essere così bravi da interpretare ciò che dovrete esprimere, da venire ad attingere da noi il motivo, il tema, e qualche volta, più del tema, quel fluido segreto che si chiama l’ispirazione, che si chiama la grazia, che si chiama il carisma dell’arte
”.

Collezione Papa Paolo VI
Collezione Papa Paolo VI

Di tutto questo resta traccia in una grande raccolta di opere del Novecento, inaugurata in occasione della visita di Papa Benedetto XVI l’8 novembre del 2009, poi rimasta accessibile solo su prenotazione. Dal prossimo 22 febbraio la  “Collezione Paolo VI – arte contemporanea” apre stabilmente al pubblico, con un orario regolare d’apertura e un programma di visite guidate tenute da educatori museali. Non una qualunque collezione d’arte sacra e nemmeno un archivio biografico in memoria di Papa Montini. Si tratta proprio di un corpus di opere di artisti contemporanei, custodite in un museo a Concesio – paese natio del Papa – in provincia di Brescia. I nomi? Chagall, Matisse, Dalí, Severini, Picasso, Magritte, Rouault, Casorati, Sironi, Morandi, Fontana, Hartung, Vedova, Hockney e molti altri.
L’operazione rientra all’interno di un progetto di rilancio e riorganizzazione condotto dell’associazione Arte e Spiritualità, incaricata della promozione e valorizzazione di questo fondo, di proprietà della Fondazione Opera per l’Educazione Cristiana.

Helga Marsala

www.collezionepaolovi.it

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.