Madrid Updates: tra le varie proposte della Comunità di Madrid durante la Fiera Arco spunta anche Brian Eno con i suoi settantasette milioni di quadri. Ecco il video che svela il meccanismo

Un’installazione di luce lenta e in continuo impercettibile cambiamento sia visivamente che musicalmente. Dodici monitor piatti e un suono ambientale che, combinati tra loro, creano appunto decine di milioni di combinazioni possibili che, pur in costante mutazione, sembrano sempre fissi, pittorici. Nella Sala Alcalà 31 l’installazione, che negli anni scorsi ha girato il mondo, è […]

Un’installazione di luce lenta e in continuo impercettibile cambiamento sia visivamente che musicalmente. Dodici monitor piatti e un suono ambientale che, combinati tra loro, creano appunto decine di milioni di combinazioni possibili che, pur in costante mutazione, sembrano sempre fissi, pittorici. Nella Sala Alcalà 31 l’installazione, che negli anni scorsi ha girato il mondo, è stata allestita in un contesto architettonico e allestitivo unico e particolare. Un progetto, secondo il suo autore, il musicista Brian Eno, di arte generativa, che riflette non solo sulla pittura – naturalmente – ma anche sulla percezione e sulla tecnologia grazie allo specifico software scritto da Jake Dowie. Da notare come l’opera sia proposta negli spazi pubblici del Comune di Madrid il quale, pur non avendo un vero e proprio centro d’arte contemporanea di proprietà, non manca mai di allestire mostre di grande interesse nei vari spazi sparsi per la metropoli a partire da Alcalà 31 per arrivare al CA2M (Centro de Arte Dos de Mayo) dove è in corso una struggente mostra di Teresa Margolles.