Madrid Updates: ecco tutti i (tanti) premi assegnati durante Arco 2014. Anche fra i giovani artisti, il trend vincente porta in America Latina

Nessuna altra fiera d’arte al mondo scommette sulla valenza dei premi d’arte – di varia natura – assegnati quanto la madrilena Arco. Di uno vi abbiamo già aggiornati: il Premio “A”  al coleccionismo, attribuito dalla stessa Fundación Arco e quest’anno andato ad Anita e Poju Zabludowicz, alla Collezione DKV e a Carlos Vallejo. Ma sono […]

Nessuna altra fiera d’arte al mondo scommette sulla valenza dei premi d’arte – di varia natura – assegnati quanto la madrilena Arco. Di uno vi abbiamo già aggiornati: il Premio “A”  al coleccionismo, attribuito dalla stessa Fundación Arco e quest’anno andato ad Anita e Poju Zabludowicz, alla Collezione DKV e a Carlos Vallejo. Ma sono altri i riconoscimenti ad aver visto il loro atto finale in questi primi giorni di fiera: a cominciare dall’Audermars Piguet Award, giunto alla seconda edizione e dedicato alla produzione di un’opera d’arte, che ha visto l’affermazione di Guillermo Mora con l’opera cr_O_ma, proposta dalla galleria Formato Cómodo di Madrid.
La mostra Mirar (el otro lado), dell’artista Ignasi Aballí, allestita presso la galleria Elba Benítez ha vinto la prima edizione del Premio Ron Barceló Imperial, dedicato a una mostra presentata nel 2013 da una galleria d’arte spagnola presente alla fiera. Era invece alla sua settima edizione il Premio Illy SustainArt, ideato per dare visibilità nel mercato agli artisti provenienti dall’America Latina. Vincitore dei 15mila euro, e della possibilità di presentare un progetto per la illy Art Collection, è l’argentino Diego Bruno, con l’opera Locations, presentata dalla galleria Mirta Demare nella sezione #SoloProjects,
Stessa area latinoamericana – nuove conferme del grande dinamismo in ambito creativo, da quelle parti – scelta per il suo riconoscimento dalla Comunidad de Madrid, che ha premiato ex aequo gli artisti Andrea Cánepa (Perú) ed Héctor Zamora (Messico). Freschi di annuncio – oggi pomeriggio, 21 febbraio – infine i premi ARCOmadrid/BEEP de Arte Electrónico, mirati a promuovere la ricerca, la produzione e l’esposizione di nuove tecnologie legate all’arte. Per la prima volta nelle sue nove edizioni, il primo posto si divide fra tre artisti: Manu Arregi, “Ejercicios de medición sobre el movimiento amanerado de las manos”, della Galería Espacio Mínimo; Manuel Fernández, “On Kawara Time Machine”, Galería Moisés Pérez de Albéniz; Andrés Pachón, “Tropologías II (dell’archivo Ripoche), Galería Ángeles Baños.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.