Il ritorno del cancellatore. Allo Spazio Tadini di Milano si riscopre l’eclettico Franco Scepi, con un evento critico del degrado culturale italiano: all’opening coinvolti anche lo scrittore Andrea Pinketts e l’attrice Xena Zupanic, ecco le immagini

Il suo nome non è fra i più ricorrenti, fra gli addetti e gli appassionati della creatività. Eppure questo eclettico personaggio ha condiviso alcune esperienze artistiche con Andy Warhol, ha disegnato i manifesti di film di registi internazionali come Brian De Palma e Werner Fassbinder, ha realizzato film d’autore presentati alla Biennale di Venezia, è […]

Il suo nome non è fra i più ricorrenti, fra gli addetti e gli appassionati della creatività. Eppure questo eclettico personaggio ha condiviso alcune esperienze artistiche con Andy Warhol, ha disegnato i manifesti di film di registi internazionali come Brian De Palma e Werner Fassbinder, ha realizzato film d’autore presentati alla Biennale di Venezia, è stato l’erede di Fortunato Depero nel curare l’immagine di Casa Campari.
Ora Franco Scepi – è lui il personaggio di cui parliamo -, dopo un lungo periodo di assenza ha deciso di ritornare sulla scena artistica “con interventi mirati ad attirare l’attenzione sullo scarso valore attribuito alla cultura”. Interventi che si iscrivono nella fattispecie della “cancellazione”: opere nelle quali diversi monumenti italiani vengono appunto oscurati dalla scritta “cancellato”. A Milano invece cambia “bersaglio”: Cancellare Emilio Tadini – questo il titolo dell’evento allo Spazio Tadini – con l’artista preso a simbolo della passione per l’arte e la cultura. La performance inaugurale dell’esposizione si è arricchita con la partecipazione dello scrittore Andrea Pinketts, dell’attrice Xena Zupanic e del critico Nicola Gentile: noi ci siamo incuriositi, ed ecco una galleria di immagini della serata…

www.spaziotadini.it

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.