Idea Finesettimana. Grandi Mostre, fra Trento e Rovereto. Memorie d’avanguardia, al Mart, con El Lissitzky e Mario Radice. Mentre alla Galleria Civica si parla di collezionismo

“Nella mia vita non sono stato parco con la mia energia. Adesso sono arrivato al limite, in cui so come bisogna creare quadri ‘belli’, ‘forti’, ‘dinamici’. In me deve sorgere di nuovo un enigma. Non appartengo agli uccelli che cantano per cantare”: è la bellissima citazione scelta dal Mart di Rovereto per presentare la personale […]

El lissitzky, Bianchi col cuneo rosso, 1919

Nella mia vita non sono stato parco con la mia energia. Adesso sono arrivato al limite, in cui so come bisogna creare quadri ‘belli’, ‘forti’, ‘dinamici’. In me deve sorgere di nuovo un enigma. Non appartengo agli uccelli che cantano per cantare”: è la bellissima citazione scelta dal Mart di Rovereto per presentare la personale di El Lissitzky, a cura di Oliva María Rubio, che inaugura venerdì 14 febbraio, in collaborazione col Museo Picasso di Malaga e la Fundació Catalunya – La Pedrera di Barcellon, dove sarà ospitata a ruota.
Un omaggio a una figura straordinaria, uomo eclettico e appassionato, pittore, designer, architetto, grafico, fotografo, ma prima di tutto rivoluzionario: la rottura dei limiti, per l’artista russo, era un fatto politico, esistenziale, estetico, culturale. In prima linea nella grande avventura della avanguardie russe, tra suprematismo e costruttivismo, Lissitzky contribuì ad alimentare l’ideale di un arte del cambiamento, del superamento, del progresso come unica direzione possibile, reinventando i vecchi codici ammuffiti e progettando l’orizzonte della modernità: un tempo nuovo, in cui il dialogo tra le arti e il principio della ricerca esasperata, coraggiosa, fossero il presupposto per il raggiungimento di una forma d’arte totale. Tra supremazia della sensibilità, impegno civile e immersione calda nel reale. Un centinaio di opere, arrivate da gradi collezioni internazionali, raccontano un universo creativo ed intellettuale popolato da dipinti, lavori tipografici, illustrazioni di libri e riviste, manifesti, progetti architettonici, fotografie, fotomontaggi, fotogrammi.
La seconda mostra che inaugura al Mart è dedicata a Mario Radice, tra i massimi esponenti del gruppo degli astrattisti comaschi, con la cura di Giovanni Marzari. Progetto nato per valorizzare la documentazione del Fondo Radice, donato dalle figlie dell’artista al museo e conservato nell’Archivio del ‘900: un patrimonio immenso e preziosissimo, composto da circa 1.700 pezzi, in prevalenza disegni e schizzi per opere pittoriche, progetti di architettura e design.

Mario Radice, Ritratto segreto, 1961 - 800x920 cm
Mario Radice, Ritratto segreto, 1961 – 800×920 cm

Spostandosi di pochi chilometri, l’art weekend trentino prosegue, il giorno dopo, alla Galleria Civica di Trento, stavolta con un progetto dedicato al più solido e prestigioso collezionismo locale. Chiamata a raccolta è una mostra che guarda al nord-est, cogliendone le migliori energie culturali, quelle rivolte alla bellezza del contemporaneo e alla forza della ricerca storica o più innovativa. Cento opere, collocate tra la metà del secolo scorso e gli ultimi anni, per raccontare un collezionismo spesso sconosciuto, mosso da passione e non ostentato, definito da una forte attenzione per il territorio, da una vocazione internazionale e da un legame tra i linguaggi della tradizione e quelli dell’innovazione. Chiamata a raccolta è curata dall’architetto trentino Roberto Festi, in collaborazione con Gabriele Lorenzoni.

Helga Marsala

http://www.mart.tn.it/

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.