El Lissitzky l’utopista, Ilya&Emilia Kabakov i realisti. Immagini in anteprima dalla Kunsthaus di Graz. A confronto e in mostra due visioni antitetiche dell’approccio creativo, entrambe russe

Utopia e realtà. Ovvero El Lissitzky e Ilya&Emilia Kabakov . Lo stridente contrasto semantico si celebra alla Kunsthaus di Graz , con l’incontro di due artisti – o una coppia di artisti – entrambi russi. Con il celebre avanguardista di inizio ‘900 ad interpretare il ruolo dell’idealista che nella sua opera lambisce il Futurismo, convintissimo […]

Utopia e realtà. Ovvero El Lissitzky e Ilya&Emilia Kabakov . Lo stridente contrasto semantico si celebra alla Kunsthaus di Graz , con l’incontro di due artisti – o una coppia di artisti – entrambi russi. Con il celebre avanguardista di inizio ‘900 ad interpretare il ruolo dell’idealista che nella sua opera lambisce il Futurismo, convintissimo sostenitore di un futuro roseo per la nuova società libera uscita dalla rivoluzione d’ottobre. E con i Kabakov, qualche decennio dopo, a riportare le dinamiche saldamente sulla terra, convinti che la crescita, lo sviluppo deve comunque fare i conti con la realtà, che spesso – specie quella sovietica degli anni più bui – è assai meno dorata. Nello straordinario contenitore della Kunsthaus arrivano quasi due mostre giustapposte, che dialogano per tematiche sempre contestualizzate alle due realtà lontane ma sempre pronte ad essere messe in gioco. Un incontro che nasce con la scoperta dell’opera di Lissitzky fatta dai Kabakov al Van Abbe Museum di Eindhoven , chi infatti produce la mostra – già ospitata in Olanda – assieme al museo austriaco. Noi abbiamo varcato le alpi per essere presenti all’evento: a breve troverete su Artribune un ampio report con tanto di intervista alla coppia di artisti russi ora New York-based. Intanto, vi anticipiamo un po’ di immagini dall’opening…

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.