Chissà perché il ricchissimo Gerhard Richter vende una sua opera per 15 milioni di sterline? Accade da Sotheby’s Londra, sotto i riflettori anche Warhol, Twombly e Freud

Dopo i primi appuntamenti della settimana londinese delle aste di arte contemporanea di Phillips e di Christie’s, con la collezione di Arte Povera, arriva la serata di Sotheby’s, che il 12 febbraio si presenta al pubblico di collezionisti con un catalogo di 59 lotti. Grande protagonista della Evening sale è l’ex artista vivente più quotato, […]

Alberto Burri, Rosso Plastica, 1963
Alberto Burri, Rosso Plastica, 1963

Dopo i primi appuntamenti della settimana londinese delle aste di arte contemporanea di Phillips e di Christie’s, con la collezione di Arte Povera, arriva la serata di Sotheby’s, che il 12 febbraio si presenta al pubblico di collezionisti con un catalogo di 59 lotti. Grande protagonista della Evening sale è l’ex artista vivente più quotato, Gerhard Richter – il cui trono è stato scippato lo scorso novembre da Jeff Koons -, con un’importante opera mai apparsa in asta prima d’ora, appartenente alla sua collezione privata. Si tratta di Wand (Wall), un olio su tela di 240×240 cm del 1994, che ha alle spalle una notevole storia espositiva, con oltre 20 musei internazionali d’arte, da Gerusalemme a Prato, da New York a Dusseldorf, da Pechino a Monaco e Tokyo (stima 15 milioni di sterline). In asta altre due opere dell’artista: Abstraktes Bild del 1973 (stima £1-1,5 milioni) e uno degli anni ‘90 stimato £2-3 milioni. Segue una delle icone più famose di Andy Warhol, un Mao del 1973 stimato £5.5-7.5 milioni, realizzato subito dopo la visita di Nixon in Cina nel 1972. Del 1964 la tela di Cy Twombly intitolata Rome, stimata £5-7 milioni, uno dei rari esemplari di grandi dimensioni.
Grande attesa per un’opera di Lucian Freud, realizzata al culmine della sua creatività tra il 1960 e il 1961: Head on a green sofa ritrae Lady Lambton, una figura centrale nella vita dell’artista per oltre 25 anni, e proviene dalla collezione del figlio, Edward Lord Durham (stima £2.5-3.5 milioni). Belinda detta “Bindy” Lady Lambton, nasce nel 1921 ed è nipote di Freda Dudley Ward, un’amica del Principe di Galles futuro Edoardo VIII, che a 18 anni sposa Lord Lambton partecipando attivamente alla vita sociale del tempo con amicizie quali quelle di Nancy Mitford, Paul Getty, Ari Onassis, Mick Jagger etc. La sua lunga relazione con Lucian Freud segnò un importante periodo nella carriera artistica del pittore inglese che frequentava artisti, giocatori d’azzardo, personaggi underground, così come l’aristocrazia internazionale, diventando amico di Ian Fleming, Cecil Beaton, Noel Coward e tanti altri.
Veniamo ora all’Italia: da un bellissimo Rosso Plastica di Alberto Burri del 1963 stimato £2-3 milioni, a un Concetto Spaziale del 1965 di Lucio Fontana stimato £1.5-2 milioni. Rosso Plastica proviene da una collezione privata di Brescia, fu esposto nel 1964, l’anno dopo la sua realizzazione, a New York presso la Marlborough-Gerson Gallery, e nel 1984 nella retrospettiva organizzata a Palazzo Citterio. Per la prima volta in asta, Tenor, di Jean-Michel Basquiat, stimata £3.8-4.8 milioni, è un’opera della metà degli anni ‘80 in cui l’artista giustappone uno sfondo di immagini fotocopiate dei suoi lavori precedenti con figure dipinte in nero. Tra i più giovani, Wade Guyton con Untitled, dalla riconoscibile X che contraddistingue i suoi lavori dal 2007, stimata £800mila -1.2 milioni. In asta serale anche l’artista ghanese El Anatsui, con un lavoro di oltre 5 metri di larghezza composto da tappi di bottiglia in alluminio, stimato £400-600mila. I prezzi più alti raggiunti dall’artista si fermano a £700mila e risalgono alla scorsa primavera, chissà se la sera del 12 febbraio sarà uno degli artisti che supererà il proprio record…

– Martina Gambillara

CONDIVIDI
Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.