“Basta, date spazio solo agli artisti stranieri!”. E un artista di Miami spacca un vaso di Ai Weiwei al Perez Art Museum: valore un milione di dollari

Gli addetti alla sicurezza gli hanno intimato di mettere giù quel vaso, e lui li ha presi in parola: l’ha scaraventato a terra e ridotto in mille pezzi. Peccato che quel vaso non fosse un oggetto qualsiasi: bensì un antico manufatto cinese, parte dell’installazione According to What?, di Ai Weiwei. Valore stimato: un milione di […]

According to What?, di Ai Weiwei

Gli addetti alla sicurezza gli hanno intimato di mettere giù quel vaso, e lui li ha presi in parola: l’ha scaraventato a terra e ridotto in mille pezzi. Peccato che quel vaso non fosse un oggetto qualsiasi: bensì un antico manufatto cinese, parte dell’installazione According to What?, di Ai Weiwei. Valore stimato: un milione di dollari.
E che gli addetti alla sicurezza di cui sopra fossero quelli dell’appena inaugurato – nella Art Basel week di dicembre – Perez Art Museum di Miami. È lì che è avvenuta la scena – nelle immagini vedete i risultati -: protagonista Maximo Caminero, un artista di Miami, subito arrestato e ora sotto inchiesta. Pare che dalle prime dichiarazioni, Caminero abbia dichiarato di aver voluto colpire un simbolo artistico globale, “perché il nuovo museo dà spazio solo a personaggi internazionali, trascurando gli artisti locali”…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Ovviamente la notizia scandalosa è che una vaso di “Ahi! Weiwei se nascevo a Viterbo non mi conosceva nessuno” valga un milione di dollari…

    • yawn

      Se Luca Rossi nasceva in Cina gli avrebbero già spezzato le gambe per disturbo della quiete pubblica. Il contesto è rilevante assai…

      • giuliano perezzani

        Luca Rossi-il miglior “magutt”circolante nel contemporaneo in arte”-non ha bisogno di sofferenze corporali,così come si ritrova certamente basta come pena.Saperlo poi un artista mancato,e non per un pelo,da la sicurezza che andar oltre è superfluo.
        (Il vaso rotto era scontato,valeva più o meno 1000 euro).

  • angelov

    Forse le cose non sono andate esattamente così: sullo sfondo dell’immagine pubblicata, c’è una sequenza fotografica in cui si vede lo stesso Ai Weiwei scagliare, o lasciar cadere, a terra un vaso, distruggendolo…quindi si tratterebbe anche di un gesto di emulazione da parte di uno spettatore che così ha interpretato l’istallazione: vale a dire, la teoria dell’arte di Tolstoj, che dice che l’arte è più vera quanto più sa eliminare le barriere tra artista e spettatore; e poi se i vasi sono sedici, il valore di tutta l’opera sarebbe di 16 milioni di dollari + le varie foto? Ma andiamo…questa è un’ulteriore prova che oltreoceano se ne intendono più di Rodei che di arte contemporanea, e di dollari ne hanno così tanti, che non sanno più cosa farsene, perché se li possono stampare in continuazione…

  • Pussy Riot Ai Weiwei, vorrei sapere cosa farebbero in Italia ad uno che in una Chiesa fa una preghiera anti-renzi o anti-napolitano, come hanno fatto le Pussy Riot per Putin…

    Le vere dittature moderne (non quelle arcaiche come russia e cina) sono molto più raffinate e riescono ad avere per anni governi non votati dal popolo, senza che nessuno dica niente di eclatante. Il fatto che l’italia sia una repubblica parlamentare è ancora più grave: per non perdere il proprio posto di lavoro i parlamentari sosterrebbero qualsiasi governo di compromesso. Quindi come è possibile affermare che i rappresentanti degli italiani stiano facendo il bene degli italiani e non quello personale?