Agostino Bonalumi, l’immagine e la sua essenza. Foto e video dall’opening del Marca di Catanzaro, per la prima mostra postuma di carattere museale

Se la prima mostra in assoluto dedicata ad Agostino Bonalumi dopo la sua scomparsa avvenuta il 18 settembre 2013, all’età di 78 anni, fu quella allestita a Londra – con il contributo diretto dello stesso artista – da Robilant + Voena, spetta al museo MARCA di Catanzaro l’onore di presentare la sua prima personale postuma […]

Se la prima mostra in assoluto dedicata ad Agostino Bonalumi dopo la sua scomparsa avvenuta il 18 settembre 2013, all’età di 78 anni, fu quella allestita a Londra – con il contributo diretto dello stesso artista – da Robilant + Voena, spetta al museo MARCA di Catanzaro l’onore di presentare la sua prima personale postuma in uno spazio pubblico di carattere museale. Organizzata in collaborazione con l’Archivio Bonalumi e curata dal direttore del MARCA Alberto Fiz insieme al figlio dell’artista Fabrizio Bonalumi, la mostra comprende una selezione di una cinquantina di opere di grandi dimensioni che spaziano dalle prime esperienze nell’ambito dell’informale fino all’indagine dell’ultimo decennio documentata da Bianco, un trittico del 2009 di oltre tre metri.

È particolarmente importante riflettere sul significato della sua indagine al di là di ogni classificazione”, afferma Alberto Fiz. “Le sue opere ribaltano il rapporto con il mondo visibile diventando visioni esse stesse. La realtà non è più esterna ma diventa parte integrante dell’immagine che ne possiede l’essenza”. Ed è significativo che il primo grande omaggio all’artista dopo la sua scomparsa giunga dalla Calabria, regione che negli ultimi anni si è distinta come nessun altra – facendo le dovute contestualizzazioni – nella promozione e cura dell’arte contemporanea, a diversi livelli. La riprova si è avuta ieri, con la folla accorsa ad ammirare le grandi ed evocative forme di questo testimone di tanti importanti eventi del pensiero e della creazione nel secondo Novecento. Per chi avrà modo, c’è tempo fino al 31 maggio: noi anticipiamo una fotogallery ed un breve video della sala principale…

– Massimo Mattioli

www.museomarca.com

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.