Corin Sworn è la vincitrice della quinta edizione del Max Mara Art Prize for Women. Una scozzese innamorata della Commedia dell’Arte italiana

“Una fervida narratrice, la giuria è rimasta entusiasta della sua proposta ispirata alle compagnie teatrali itineranti della Commedia dell’Arte italiana del Cinquecento, con riferimenti anche alla storia orale”. Con questa parole Iwona Blazwick, direttrice della Whitechapel Gallerye presidente della giuria, ha annunciato che l’artista scozzese Corin Sworn è la vincitrice della quinta edizione del prestigioso […]

Una fervida narratrice, la giuria è rimasta entusiasta della sua proposta ispirata alle compagnie teatrali itineranti della Commedia dell’Arte italiana del Cinquecento, con riferimenti anche alla storia orale”. Con questa parole Iwona Blazwick, direttrice della Whitechapel Gallerye presidente della giuria, ha annunciato che l’artista scozzese Corin Sworn è la vincitrice della quinta edizione del prestigioso Max Mara Art Prize for Women. Il riconoscimento, assegnato in collaborazione con la Whitechapel Gallery, è un premio biennale, istituito nel 2005, l’unico premio per le arti visive del Regno Unito dedicato ad artiste, e ha come finalità “la loro promozione e valorizzazione, e consente loro di sviluppare le proprie potenzialità usufruendo di tempo e spazio per elaborare i propri progetti artistici”.
Corin Sworn, che vive e lavora a Glasgow, è stata scelta tra un gruppo di importanti finaliste, tra cui Beatrice Gibson, Melanie Gilligan, Judith Goddard e Philomene Pirecki. Un progetto, il suo, fortemente legato all’Italia, dunque. Le verrà offerto un periodo di residenza della durata di sei mesi a partire dal marzo 2014, che risponde alle sue esigenze e alla proposta progettuale presentata. Durante la residenza, avrà l’opportunità di realizzare un nuovo progetto che sarà in mostra alla Whitechapel Gallery di Londra e alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia nel 2015.
In particolare la residenzasarà suddivisa fra tre delle maggiori città italiane, Roma, Napoli e Venezia. A Roma trascorrerà tre mesi esplorando la scena artistica e la storia culturale, in particolare sul legame tra la Commedia dell’Arte e il cinema italiano. Nella fase successiva della residenza farà riferimento al  Madre di Napoli, città in cui la Commedia dell’Arte ha trovato fertile espressione nel teatro di strada e popolare del passato, terminando presso la Fondazione Bevilacqua la Masa, fondata nel 1898 e sede di uno dei più antichi programmi di residenza d’artista in Europa, per esplorare gli archivi e le biblioteche di Venezia.
La giuria della quinta edizione del Max Mara Art Prize for Women, presieduta da Iwona Blazwick, era composta da Pilar Corrias, Direttrice della Pilar Corrias Gallery di Londra; Candida Gertler, Fondatrice e Direttrice dell’Outset Contemporary Art Fund; Runa Islam, artista e Lisa Le Feuvre, Scrittrice, Curatrice e Responsabile di Sculpture Studies, Henry Moore Institute.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • doattime

    Mi rendo conto che è un poco polemica, ma mi pare giusto evidenziare che una società italiana promuova un premio per artisti stranieri e che lo faccia in un altro paese, ovviamente questa si fregia del made in italy, ma poi cosa fa per sostenerlo?