Tutto il meglio del 2013. Personaggi, strutture, eventi, notizie dall’artworld: ecco il “best of” dell’anno appena concluso per la redazione di Artribune

Come lo archiviamo questo 2013? Per cosa ce lo ricorderemo? Che ci lascia in eredità? Protagonisti di ogni branca dell’artworld, eventi, conferme o smentite, buoni semi piantati verso il futuro, trend tracciati con decisione, dal giovane artista più promettente al critico più efficace, fino al politico più convincente. Un classico di fine anno, amatissimo specie dagli […]

Gian Maria Tosatti

Come lo archiviamo questo 2013? Per cosa ce lo ricorderemo? Che ci lascia in eredità? Protagonisti di ogni branca dell’artworld, eventi, conferme o smentite, buoni semi piantati verso il futuro, trend tracciati con decisione, dal giovane artista più promettente al critico più efficace, fino al politico più convincente. Un classico di fine anno, amatissimo specie dagli anglosassoni: la “classifica” del meglio che ha offerto l’anno appena passato ad amanti, frequentatori o professionisti del mondo dell’arte. La scommessa l’ha giocata anche Artribune: nel commentario, aspettiamo di leggere le vostre, di indicazioni…

MIGLIOR GIOVANE ARTISTA – Gian Maria Tosatti. Sta facendo cose che pochi artisti – men che meno quelli della sua generazione – sono riusciti a fare, con una capacità di coinvolgere strepitosa e uno sguardo laterale sulle città in cui lavora. La sua azione su Napoli ha attivato energie incredibili. Menzione internazionale per Oscar Murillo: una crescita nelle quotazioni negli ultimi 12 mesi da fare impallidire

MIGLIOR ARTISTA AFFERMATO: Adrian Paci, forte di un’annata particolarmente attiva, con affermazioni in varie Biennali e poi a Parigi al Jeu de Paume, prima della personale milanese al PAC. A livello globale menzione per Mike Kelley

Adrian Paci al PAC, Milano
Adrian Paci al PAC, Milano

MIGLIOR MUSEO IN ITALIA – Madre di Napoli. Per un rilancio notevole che Pier Paolo Forte e Andrea Viliani sono riusciti a mettere in piedi quando ogni speranza era perduta

MIGLIOR NUOVO MUSEO – Mucem di Marsiglia. Non per il contenuto – discutibile – ma sicuramente per il contenitore. Il lavoro di Rudy Ricciotti è qualcosa di strabiliante sotto tutti i punti di vista. Menzione però per il Mast di Bologna, un caso straordinario di mecenatismo privato con una bella architettura dello studio romano Labics

MIGLIORE CASA D’ASTE: la novità si chiama Poly Auction, e viene dalla Cina. Girano voci su strane manovre con politici e amministratori, ma i numeri dicono che è divenuta la terza casa d’aste del mondo

MIGLIOR COLLEZIONISTA: è l’anno di Jorge M. Perez, fresco di inaugurazione con il suo museo a Miami. In evidenza anche David Walsh, apprezzato per la mostra alla parigina Maison Rouge

MIGLIOR MOSTRA: Antonello da Messina al Mart e Mike Kelley all’Hangar Bicocca

Antonello da Messina - veduta della mostra al MART, Rovereto 2013
Antonello da Messina – veduta della mostra al MART, Rovereto 2013

MIGLIORE FIERA – Fiac di Parigi. La miglior fiera al mondo quest’anno

MIGLIOR EVENTO: la Biennale di Venezia by Massimiliano Gioni, la migliore edizione degli ultimi decenni. Menzione per l’evento Tour 13 di Parigi, testimonianza della sempre maggior presa della Street Art

MIGLIOR PAESE: pur in mezzo ad una crisi economica brutta quasi quanto la nostra, la Francia non sembra intenzionata a mollare sulla cultura. Sul piano extraeuropeo, inizia a convincere il Qatar

MIGLIOR CITTÀ  INTERNAZIONALE: Londra regge la concorrenza dei nuovi centri e continua ad essere centrale nelle dinamiche europee e mondiali. Immarcescibile capitale del mondo della cultura contemporanea

MIGLIOR CITTÀ  ITALIANA: Milano. Ce la deve e ce la può fare, quest’anno, a posizionarsi come interlocutrice internazionale ad altissimo livello con ottica Expo. Ora, o mai più…

MIGLIOR DIRETTORE DI MUSEO IN ITALIA: Cristiana Collu conferma il buon approccio avuto con il “suo” Mart. Ma un‘opzione va certamente anche – in prospettiva futura – ad Hou Hanru al Maxxi dopo il buon riallestimento

MIGLIOR CRITICO/CURATORE: Massimiliano Gioni, e non serve troppo ribadire il motivo. Grande attenzione anche per Andrea Lissoni, ottimo all’Hangar con un futuro già tracciato verso la Tate Modern di Londra

Massimiliano Gioni - photo Francesco Galli
Massimiliano Gioni – photo Francesco Galli

MIGLIOR GIORNALISTA: Michele Dantini si distingue come uno fra i più originali e acuti osservatori dell’arte contemporanea in Italia. Menzione per Tomaso Montanari: scrive e dice cose pressoché sempre in contrasto con la linea di Artribune, ma non si può negare che si dia un gran daffare…

MIGLIOR NOTIZIA: il rinvenimento a Monaco di Baviera del “tesoro di Hitler”, che al di là delle connotazioni cronachistiche fornirà sostanzioso materiale agli studiosi per rivedere o arricchire un momento storico di grande importanza

MIGLIOR GALLERIA D’ARTE: Inaugurato alla fine del 2012, ha dato il massimo nel 2013 lo spazio nuovo, a Napoli, di Alfonso Artiaco

Carl Andre - veduta della mostra presso la Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2013
Carl Andre – veduta della mostra presso la Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2013

MIGLIOR UOMO POLITICO: buone le impressioni lasciate dalle prime mosse del neoministro Massimo Bray, e anche da certe dichiarazioni di principio di Matteo Renzi (molto vicine alle posizioni di questo giornale sulle Soprintendenze…). La novità sul piano internazionale è quella di Edi Rama, un artista per la prima volta alla guida di un governo: in Albania

MIGLIOR PROGETTO FUTURO: l’EXPO 2015 di Milano, che dopo un avvicinamento a ritmi lenti pare aver innestato la marcia giusta. Il 2014 deve essere un anno di preparazione serratissima

  • “Gian Maria Tosatti. Sta facendo cose che pochi artisti – men che meno quelli della sua generazione – sono riusciti a fare, con una capacità di coinvolgere strepitosa e uno sguardo laterale sulle città in cui lavora. La sua azione su Napoli ha attivato energie incredibili”

    Premetto che il progetto di Tosatti del telescopio ha partecipato a Kremlino. Quindi mi sembra di essere oltre ogni sospetto.

    Chiedo alla Redazione:

    Cosa sta facendo Tosatti che altri non fanno?

    Coinvolgendo chi?

    Sguardo laterale su Napoli? Credete veramente che i problemi di Napoli siano a Napoli?

    Quali energie incredibili ha attivato?

    Questo atteggiamento di Artribune è sintomo di come la meritocrazia in Italia sia sempre figlia di clan amicali. Come il clan che si è formato tra alcuni giornalisti di Artribune e Tosatti stesso. Non capite che questo atteggiamento è la rovina. Vi chiedo per l’ennesima volta di argomentare queste vostre dichiarazioni, come avevo già chiesto qualche giorno fà.

    Grazie
    LR

    • Bulgari M.

      Scusate ma a me piace molto di più Franco Losvizzero. Per originalità, rigore, costanza, potenza espressiva. Fare una classifica non è facile, ma il lavoro di qualità parla da se… Il 2013 per me ha visto pochi artisti di reale livello. Ma la palma di bronzo la darei a tutti quei musei che propongono …il nulla assoluto!

      • Senza Offendere Gian Maria Tosatti ma Massimo Onnis aveva realizzato molto prima 2 opere Installazioni, illuminate da Neon con materiali di risulta. vedi foto su profilo Facebook e su sito http://www.massimoonnis.com con relativo Work in progress.

        • Caro Massimo,

          anche un certo Mario Merz prima di voi….bisognerebbe uccidere un certo ruolo di artista, bisognerebbe uccidere il padre. Ed invece Tosatti lo invita (Kounellis) al talk show…siamo messi così…ma Giacomelli di Artribune dice che Tosatti è “intellettualmente evoluto”….siamo evidentemente in un paese per vecchi, e “per vecchi” non intendo quelli anagraficamente più avanti con gli anni….

          • Uccidere il padre!!… sarebbe come uccidere o sminuire Cezanne, Monet, Renoir…. ecc… bisognerebbe semmai capire chi crea per primo e chi invece riproduce per non usare altro termine il lavoro degli altri. Mario non ha “O” tituli ha” tracciato” un percorso, La mia non è polemica ma come ho detto ad alcuni scienziati calciofili ieri … La Juve riscatti subito il “fenomeno” Berardi dal Sassuolo … vediamo se Conte toglie Tevez o Vidal per farlo giocare …. chiedo scusa. Ci sono tanti giovani interessanti, alcuni molto interessanti, fenomeni ZERO.

  • ah! miglior blogger…. lo sapete già :)

    • Eri di moda 5 anni fa, e 5 anni in questo campo sono un eternità. Ti devi rinnovare amico mio!

  • buongiorno redazione.
    perche non fate anche il peggio del 2013?
    notte

  • ahahah

    Tra l’altro la cosa scandalosa di questa classifica è che, tra tutte le cose accadute nel 2013 nel mondo dell’arte, quelle FONDAMENTALE e più rilevante è: il miglior giovane artista?? ma dove si è mai vista una cosa del genere? Forse forse andrebbe prima segnalato il più importante evento, il museo più innovativo, ecc. e poi, quasi in coda, il giovane artista. E’ come se sui fatti più importanti a livello planetario del 2013 si mettesse la buona performance di Civati alle primarie del pd… altro che elezioni di papa Francesco, altro che la vittoria della Merkel alle elezioni tedesche o la destituzione di Morsi in Egitto.
    Secondo me questa “non notizia” è stata creata fondamentalmente, oltre che per l’amicizia della redazione di artribune con Tosatti (concordo con luca rossi sul vergognoso e smaccato ricorso ad una strategia di promozione da clan italiota), perché un post su Tosatti di qualche tempo fa ha ottenuto un numero incredibile di commenti (per la maggior parte negativi in realtà). E non è carino fare “carne da macello” dei propri amici solo per aumentare il numero di visitatori del proprio sito.

    • Fa sorridere che da Artribune nascano spesso commenti su questa italia tremenda e sgarupata e poi arrivino queste classifiche, anche condivisibili, ma con la spintarella all’amico. Molto triste.

      E ripeto, io stesso ho collaborato con Tosatti. E scrivo queste cose, come le critiche negative alla sua mostra napoletana (TREMENDA), per il bene di Tosatti. A buon intenditor..

    • c.m.mariani

      artibune è peggio di novella 2000 dell’arte, senza sostanza ma finti gossip. . e censuratemi pure.

    • Quindi per amicizia con Tosatti lo esponiamo al pubblico ludibrio? Una logica ferrea, non c’è che dire. Abbiamo fra i nostri lettori il nuovo Frege :)

  • mas

    Redazione di Artribune, redazione di artribune, redazione di artribune…..perfavore….. è veramente una cosa da giornaletto di terzo grado fare questa pseudo pubblicità ad un vostro giornalista…..collaboratore…..questo è il pegno vostro per farvi scrivere articoli gratis?….ma daii…. Anche se Flash art è stata tanto criticata non si sarebbe mai permessa di fare un gesto del genere!!!!!!! …. Tosatti… ma perfavore che se lo sanno fuori l’italia ci ridono in faccia!!!!! ma che cultura proponete!!!! guardate che la gente il vostro giornale lo legge!!!!! forse perchè è gratis ma lo legge!!!!!

  • mas

    Adrian Paci a livello di Mike kelley? ma siete ubriachi ancora da capodanno? Ma poi che c’entra Perez? volevate tirare un nome a caso che avete sentito alla fiera di Miami? Sapete che si è comprato il nome del museo coi soldi e non ha fatto nulla se non cambiare il nome del precedente museo? il museo già c’era. grande gesto capitalistico senza fine culturale come state facendo questo giornale di cartapesta finto di bugie. Ma voi giornalisti dovreste saperlo ma che notizie divulgate. Attenzione perchè ve la giocate come vi pare. siete proprio la sinistra di oggi, la sinistra di Renzi retta dalle piccole parti politiche che sono stufe dei vecchi nomi ma non delle vecchie fregature….la sinistra che rintontisce le persone con le chiacchere ma di verità e concretezza nulla!!!!! Ma GRiLLo allora? che sta cambiando la politica MONDIALE non dite nulla. vergogna!!!! e state con renzi, con berlusconi che quello vi meritate.

  • mas

    Fiac “migliore fiera al mondo”…….grazie di pugnalarvi da soli

  • Pneumatici michelin

    Beh alcuni di questi nomi se non li segnalava artribune nessun’altro
    lo avrebbe fatto,probabilmente.
    Il mondo é bello perché vario e artribune come gli altri vuol far sentire
    una sua propria:)
    Personalmente non dó molto credito alle classifiche,
    nelle quali invariabilmente emergono familismi e
    frequentazioni, e le uso, come in questi caso, per cogliere l’occasione
    per andare un pó a indagare i nomi che conosco poco
    o che proprio non conosco.
    Mi sembra che tra i segnalati ci siano alcune
    scelte evidentemente immeritate che non hanno
    bisogno di ulteriori inutili commenti.
    Per i giovani critici e storici lascerei invece dei puntini
    di sospensione aspettando i loro sviluppi dato che
    nei casi migliori sembrano almeno voler dimostrare
    un certo impegno ma che andrebbe in piú occasioni
    depurato da certi ingorghi retorici nell’esposizione
    e da riferimenti citazioni talvonta sovrabbondanti
    e un poco fuori fuoco.

  • mario madrigale

    artribune siete ridicoli e faziosi !
    ormai vi seguo poco e vi seguirò sempre meno

  • vincenzo

    classifica ignobile veramente, il sud sotto Napoli non esiste? Tutti amichetti di una mafietta triste perchè povera di economie ma soprattutto di idee, poi Artribune che si auto compiace dei propri giornalisti hahahaha anglosassoni ed imparziali ! ihihihihi

    • Giuditta

      Sei analfabeta? Il madre è a Napoli e Napoli è al sud.

  • Duilio

    Ma è quello che manda i saluti dalle città o quello che rovescia i lavandini?

  • Tecla

    una classifica fatta da chi non ha mosso il culo dall’Italia.

  • due

    che significa articolo scritto da redazione? redazione chi? forse per vergogna nessuno vuol prendersi la responsabilità di quanto scritto?

    • Redazione significa le persone che trovi al link “chi siamo” più alcuni altri storici collaboratori. Ognuno ha dato le proprie preferenze motivate e poi si è proceduto alla sintesi.

  • alessandro

    milano , migliore città italiana.. perchè .. ??’ nel 2013 un assessore alla cultura trombato.. mostre di cassetta a palazzo reale e gallerie che chiudono..
    una fiera ridotta la lumicino.. e l expo che va in tutt altra direzione sia di immagini che di contenuti.. venezia o palermo meritano molto di piu!

  • antonio

    miglior politico ?
    ahahahahah

  • Linda

    Cristiana Collu miglior direttore??? Ma per favore, ha distrutto l’identità di un museo… e per l’anno prossimo ha in programma una mostra sul “paesaggio”… ma dai… poche idee e confuse, che vergogna!!

  • Mi permetto di suggerire che la vox populi della mostra di Zhang Huan con 200000 visitatori, seconda solo alla Biennale forse meritava una qualche menzione…

    • Ciao Giampaolo,
      l’abbiamo segnalata in un articolo sulle mostre più visitate. Qui altri “meglio”. Anche per l’architettura, la musica ecc. ci sono i pezzi specifici. Gran bella mostra quella di Zhang, concordo!

  • Tom

    Non ti risponderanno mai !!! cosa vuoi che ti dicano !? La risposta l’hai data tu con la tua affermazione : tutto ciò è sintomo di come la meritocrazia in Italia sia sempre figlia di clan amicali ed è proprio questo atteggiamento la rovina dell’arte italiana.
    Ciao

  • Incredibile come Luca Rossi lavori sottotraccia per incrementare i link e i click di Artribune…

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  • Caro Marco Enrico,

    invece di rispondere alle cose di contorno, ti chiedo di rispondere a queste semplici domande:

    Premetto che il progetto di Tosatti del telescopio ha partecipato a Kremlino. Quindi mi sembra di essere oltre ogni sospetto.

    Chiedo alla Redazione:

    Cosa sta facendo Tosatti che altri non fanno?

    Chi sta coinvolgendo Tosatti?

    Sguardo laterale su Napoli? Credete veramente che i problemi di Napoli siano a Napoli?

    Quali energie incredibili ha attivato Tosatti?

    Questo atteggiamento di Artribune è sintomo di come la meritocrazia in Italia sia sempre figlia di clan amicali. Come il clan che si è formato tra alcuni giornalisti di Artribune e Tosatti stesso. Non capite che questo atteggiamento è la rovina. Vi chiedo per l’ennesima volta di argomentare queste vostre dichiarazioni, come avevo già chiesto qualche giorno fà.

    Grazie
    LR

    • Tosatti ha un progetto ben definito, coerente, propositivo, attuale e intellettualmente evoluto. Pochi altri in Italia ce l’hanno, e quei pochi o hanno già raggiunto un acme o lo devono ancora raggiungere, mentre Tosatti mi pare sul crinale ascendente che ne può giustificare la menzione in questa classifica, che come tutte le classifiche è ovviamente suscettibile di dibattito. Mi scuso per la sintesi, ma sono piuttosto allergico al critichese da 20 cartelle per dire nulla.
      Quanto alla amicalità, credo aver scambiato con Tosatti sì e no 15 frasi nell’arco di 5-6 anni. Ma anche se fosse un amico, non vedo perché non dovrei stimarne il lavoro. Credo di avere sufficiente stabilità mentale per distinguere l’amicizia dalla valutazione critica.
      Quel che tu stesso chiedi alla critica, caro Luca, è di esporsi. Ed è quello che stiamo facendo, con le normali reazioni che ogni presa di posizione efficace genera. Una volta si chiamava dialettica, e a me non disturba affatto, anzi. Attenzione però: dialettica, non relativismo d’accatto (“ognuno può dire la sua con lo stesso peso” ecc.).

      • peppe

        “Tosatti ha un progetto ben definito, coerente, propositivo, attuale e intellettualmente evoluto”.

        Scusate a me ste parole mi sembrano di una banalità che non ho mai sentito. “tacere secondo me e meglio di parlare”. La verità mo abbiamo quest’anno Tosatti il prossimo anno non ne sentiremo parlare, quindi goditi sta notorietà ridicola di un giornale e-line che non ha valore internazionale. Comunque ho pensato che vado a Parigi e chiedere se qualcuno conosce il lavoro di Tosatti. Ma il problema non è invidia ma chi se ne frega e il fatto visto che fate ste segnalazioni banali portate seriamente Tosatti avanti fate vedere che avete le palle poi alla fine la verità sarete più ipocriti di quanto siete lo affonderete quando vi converrà.

        • CANE

          bravissimo

      • Carlo Arata

        Carissimo M. E. Giacomelli, non serve solo la lucidità mentale per fare una classifica ma competenza reale in quanto ci si mette nei panni di un “giudicatore” al di sopra degli altri. Le classifiche tanto odiate di Flash art almeno erano documentate da quasi “tutta” la critica contemporanea. (nomi lustri) chiamavano una numerosa cerchia di critici che individualmente decidevano il nome ma la politica era democratica –

      • Leo

        La risposta del Dir. è ben articolata ma si scontra con la realtà delle cose
        e la realtà delle cose è che il lavoro di questo artista è estremamente debole

      • alessandra

        Tosatti a Napoli sta attivando la solita rete clientelare.
        Connessioni con la città: nessuna.
        Connessioni con chi ha potere in città: molte.
        Non giudico il suo lavoro ma, è piuttosto ridicolo parlare di lui come una sorta di motore positivo per la città

        • Cara Alessandra,

          devi pensare che questi artisti vogliono fare a tutti i costi gli artisti. Tosatti sogna di essere un Kounellis 2.0. E visto che NON esiste un pubblico minimamente interessato a queste cose, preferisce crearsi disperatamente e affannosamente una rete di amici “addetti ai lavori” per mettersi in luce, e diventare il Maestro Tosatti.

          Questi giovani, spesso iper scolarizzati, non stanno capendo nulla e sono le prime vittime di un paese per vecchi. Non a caso il lavoro di Tosatti nella chiesa napoletana è quello di un archeologo che spolvera e riposiziona vecchi ready made. Non ci potrebbe essere niente di più significativo.

          da leggere:
          http://www.artribune.com/2012/11/giovani-indiana-jones/

  • Grazie Marco Enrico. Io vorrei solo stimolare un dialogo aperto e leale, e fatto di interventi brevi.

    A mio parere il lavoro di Tosatti è intellettualmente ricolmo di pretese e citazioni, ma nella pratica è estremamente carente. Estremamente. In questi casi l’artista dovrebbe piuttosto scrivere un saggio.

    La mostra napoletana ripropone un prevedibile assemblaggio di oggetti trovati, in quello che definisco un’archeologia del ready made.

    La mostra è ruffianamente nel quartiere difficile di Napoli, ma rimane trincerata dentro una chiesa. Allo stesso tempo sostiene di aver scosso le persone intorno. Non è così, se non per quell’attimo di curiosità che genera l’artista come persona strana che fa cose strane…non abbiamo bisogno di intellettualismi e citazioni pesantissime, ma di NUOVI MODI. E i modi di Tosatti sono quelli di metà 900.

    La Peste, di cui parla Tosatti, NON è a Napoli e vederla lì – AGIRE LI’- significa essere ingenui e ciechi. La peste è ovunque e nelle case di tutti gli italiani….ti lascio immaginare quale sia il mezzo migliore….. :-)

  • Detto questo, il problema non è di Tosatti, che è l’ennesima vittima del sistemino italiano. Il problema è l’assenza di quella critica (oggi anonima) che dovrebbe rilevare NON la scarsezza delle opere di Tosatti ma il loro scollamento con tutta la parte teorica che Tosatti sostiene: ecco perchè parlo di opere INCONSAPEVOLI e INCOSCIENTI. L’inconsapevolezza è data tra le intenzioni di Tosatti e il progetto finale, esattamente come tra le intenzioni dei giovani e il loro progetto finale.

    Ma è la critica che dovrebbe dire questo; e (SE CI FOSSE) un pubblico vero dovrebbe rilevare questo.

    Il dialogo tra critica, artisti e pubblico permette la crescita del linguaggio e quindi dell’arte come disciplina che presiede ogni altra disciplina.

  • Duilio

    Ho controllato!! E’ quello che mette di traverso i lavandini

  • Duilio

    Un Duchamp laterale diciamo…..

  • Carlo Arata

    Creando, come suggerisce Whitehouse”, bisognerebbe fare brevi interventi e costruttivi, quindi mi adeguerò a questo condividendo la prima parte del discorso di Luca Rossi:
    Prima di tutto si capisce che questa classifica l’avete estrapolata dal vostro cervello mentre eravate a tavola mangiando un piatto molto pesante e difficile da digerire. sembra fatta in un paio di ore e dubito il contrario. Capisco che abbiate fatto un sondaggio tra di voi ma VOI VI REPUTATE CAPACE DI SOSTENERE UN COMITATO SCIENTIFICO DI QUESTO LIVELLO? Vorrei sapere quali GRANDI NOMI DELLA CRITICA SCRIVONO PER VOI: (lascio lo spazio bianco sperando che uno della redazione mi risponda)
    Tosatti non è un’artista ma un divulgatore di immagine. La sua è un’idea dell’arte, non arte. Se valutiamo Tosatti artista dovremmo inserire nel calderone degli artisti anche i critici come Achille Bonito Oliva, Celant, ecc. e poi se era peste o altro il nesso connettivo era lo stesso. IO non sono uno di quelli che si fa impressionare da citazioni banali storiche, sociali o ideologiche. come dice R. Magritte: “La Cultura non si impressiona mai!”
    poi concordo con “mas” per quanto riguarda Mike kelley che non concerne il ragionamento con Paci,
    Vi consiglio di non inserire la politica negli articoli. Il giornale sta scadendo. mi dispiace.

    • Caro Carlo, cosa ti devo dire? Al netto degli insulti e degli scempi grammaticali, il nocciolo mi pare chiaro: Artribune ti fa schifo e non la trovi nemmeno utile come confronto con idee diverse o addirittura opposte. Chessò, come uno di SEL che legge Il Giornale per capire come ragiona il “nemico”, o come un leghista abbonato al Manifesto. No, nemmeno quello. Il paragone più calzante mi pare che sia quello di un lettore del Caffè illustrato che si costringe a vedere Pomeriggio 5 o Amici. Ma perché? Io non leggerei mai un giornale che ritengo fatto da persone mediocri, mafiose, banali ecc. E per di più, oltre a leggerlo, lo commenti pure, perdendo altro tempo prezioso. Cui prodest?

    • Giorgio

      concordo, Tosatti è un divulgatore di immagine. in questo quasi imbattibile, nella sua idea critica/curatoriale dell’arte dà il meglio. nelle pratica dell’arte stessa mi sembra carente, superficiale, ricco di citazioni ma con poca forza nel lavoro, non incide. dovrò forse vedere meglio altre sue opere ma da quello che ho esperito questa è l’impressione.
      miglior artista dell’anno mi sembra esagerato, ognuno ha le proprie opinioni e artribune è una fazione, con ovvio diritto di esprimerle dalle sue colonne.
      però come lettore devo riconoscere che certe scelte sembrano molto di parte.

      • A me le scelte vanno bene, il problema è che nessuno sa o vuole motivarle , proponendo solo giri di parole senza senso…

        “Tosatti ha un progetto ben definito, coerente, propositivo, attuale e intellettualmente evoluto”.

        M E Giacomelli

        Questa è la critica in Italia…abbiamo già detto tutto.

  • Giacomelli, a me non rispondi mai. Non hai risposto alle mie domande, a mio parere è molto grave scrivere:

    “Tosatti ha un progetto ben definito, coerente, propositivo, attuale e intellettualmente evoluto”.

    Denota il livello.

    Mi scuso tanto e mi dispiace, ma è così. Ma è significativo, perchè oggi la giovane arte italiana (20-49 anni) è semplicemente un deserto. E vedere la passione e il narcisismo che ci mette Tosatti fa tenerezza e allora uno si dice: “mettiamo lui”. Ma non potete scrivere certe stupidaggini…

    Ripeto le domande:

    Premetto che il progetto di Tosatti del telescopio ha partecipato a Kremlino. Quindi mi sembra di essere oltre ogni sospetto.

    Chiedo alla Redazione:

    Cosa sta facendo Tosatti che altri non fanno?

    Chi sta coinvolgendo Tosatti?

    Sguardo laterale su Napoli? Credete veramente che i problemi di Napoli siano a Napoli?

    Quali energie incredibili ha attivato Tosatti?

    • Caro Luca,
      se non ti rispondo, ti agiti; se ti rispondo, mi dai del cretino. Passo e chiudo allora. Bonne chance!

      • Cretino? Mai dato del cretino a nessuno…non mi hai risposto alle domande. Ora sono in corrispondenza privata con Tosatti che sostiene come io non abbia visto la mostra nella chiesa a Napoli. Io l’ho vista eccome. Esattamente come abbiamo visto tutti l’11 settembre.

        Il progetto nella chiesa era totalmente scollegato dai presupposti teorici espressi in un ‘intervista in cui Tosatti ha inserito centinaia di citazioni e nozioni. Torniamo al problema dell’iper scolarizzazione che non trova un riscontro nella realtà.

        E’ chiaro che fare un progetto in un quartiere porta al coinvolgimento di alcune persone. Il successo del progetto è stato motivato con il fatto che per un po’ nessuno ha imbrattato il portone della chiesa (per il quale poi c’era un cancello).

        Le opere interne alla chiesa, quasi protette nella chiesa, sono piccoli spostamenti ready-made, fatti con oggetti ritrovati e ripuliti (sindrome del giovane archeologo, giovane indiana jones). Nulla che non si potesse fare veramente in mezzo alle persone; ammesso che far apparire oggetti sia un modo efficace di relazionarsi ad un quartiere problematico. Ci vedo anche una forma di spiacevole colonialismo, dove arriva il giovane artista è propone finalmente opere di senso alle persone “volgari” del quartiere.

        Ma non prtetendo certo di esprimere sentenze, ma sembra che nessuno voglia o sappia motivare il valore del progetto di Tosatti. Parlo di Tosatti perchè è un esempio di come ci sia una totale incapacità critica, ma anche semplicemente logica….non servono critici per mettere in relazioni intenzioni e progetto.

  • Questa situazione italiana è davvero sconfortante. Io vorrei fortemente che Tosatti fosse quello che voi scrivete. Lo vorrei perchè mi sta simpatico e c’ho pure collaborato. Vorrei atteggiamenti inclusivi, dove tutti si possa stare ad un tavolo a dialogare apertamente e serenamente. Vorrei poter collaborare e una critica costruttiva. Anche dura. Ma leale e aperta. Sono ormai 5 anni che cerco di esprimere questo desiderio nei commenti e nel blog. Quotidianamente. Perchè a mio parere l’arte in italia è una grande opportunità che stiamo sprecando.

  • peppe

    A Marco Enrico Giacomelli mi sembra che non hai molti sotenitori ammettete che avete fatto un flop con sta classifica

    • Ciao Peppe,
      se facessimo un flop del genere al giorno saremmo il New York Times, ma purtroppo non ci riesce quotidianamente ;)

  • Roberto

    Siete una rivistina da 4 spiccioli!

  • peppe

    Renzi uguale Tosatti perchè la politica vuole un costruito e l’arte anche, un tempo almeno qualche artista o politico avevano personalità.

  • lgg

    Una lista e’ una lista ed esprime semplicemente le preferenze ed i giudizi di chi la compila … se tutti coloro che qui si sono affannati ad insultare e condannare la lista, chi l’ha compilata e chi vi figura, avessero, invece, reso pubblica la loro questo avrebbe potuto essere il commentario più interessante dell’anno!!!

  • parole al vento7

    Si leggeva artribune perchè era diverso. Si leggeva Artribune per le recensioni gratis. Ma oggi lo si legge sempre meno o al massimo in un momento di noia durante le ferie. E si va a commentare quando inaspettatamente (anche se bisognerebbe prevederlo) si incappa in momenti di sconforto leggendo quello che vi pubblicate dentro.
    E da quello che mi hanno raccontato internamente il responsabile primo di questo disgusto verso la rivista di Tonelli sei tu e le tue strategie di comunicazione Giacomelli.

    p.s. la strategia è evitare di avere contributi costruttivi ben elaborati con il giusto spazio e continui nel tempo, ma anzi interventi isolati e solitari che hanno scopo provocatorio e/o pubblicitario e/o denigratorio e/o scandalistico

    p.p.s. Il fatto stesso che un po’ più sopra cita il New York times come orizzonte di riferimento invece (che ne so) di ArtForum (per esempio), la dice lunga sulla strategia.

    • Sempre al netto degli insulti, citare il New York Times al posto di Artforum corrisponde semplicemente a ribadire quanto abbiamo sempre voluto fare: giornalismo più che critica d’arte, per essere sintetici. Per passare dagli States all’Italia, più Giornale dell’Arte che Flash Art, o per la Gran Bretagna, più Guardian che Frieze. Una scelta che si può condividere o meno, ma è questo il nostro progetto. Se non piace, basta leggere altre pubblicazioni. E suvvia, cerchiamo di essere meno biliosi, fa male alla salute!

  • parole al vento8

    Nessuna bile anzi la ringrazio per la precisazione perchè ora è definitivamente chiarito il vostro orizzonte di riferimento e posso defilarmi definitivamente dalle vostre pagine. Inoltre se non le dispiace userò la sua dichiarazione quando alla prossima cena post-inaugurazione tornerà fuori i solito tema ” Artri6une è inutile alla conoscenza”.

    • Pneumatici michelin

      Basta con il mito di Artforum! Ma la leggete
      veramente ? Un catalogo postalmarket zeppo
      per tre quarti di pubblicitá per coprire le scelte
      pretenziose ed ipocritiche di una casta di curatori
      e pseudo intelettuali disancorati dalla realtá:
      rassegne radical chic dall’ultimo inane sovversivo
      dii turno e pagine e pagine targate Gagosian
      &co censurando tutto quello che non rientra
      nel giro dei piú blasonati pianoterra di Chelsea.
      Non dico di non criticare Artribune ma é ora
      che apriate gli occhi sui cosidetti “competenti
      e autorevoli”.
      Giacomelli sbagliano a dare una chance ad un
      artista alle prime armi? Probabile! Ma é ben
      peggio il potere culturale effettivo ed influente
      che pretende di stabilire “cosa va bene e cosa
      va male” facendo i forti con i deboli e i circospetti
      con i forti.
      Sveglia!

    • Carissimo Parole al Vento, il pubblico delle “cene post-inaugurazione” (mi viene un brivido lungo la schiena soltanto a scriverlo) non è mai stato il nostro target di riferimento, francamente. Ma purtroppo c’è ancora tanta gente, come lei, che pensa che il mondo dell’arte debba prenderlo in grandissima considerazione.
      Ci fa comunque piacere sapere che si passa il tempo, tra il primo e il secondo, a parlare male di noi.

      • Cara Valentina, lasciate cadere le offese gratuite e il gossip!

        Argomentate la scelta di Tosatti. Argomentate perchè vi piace, oltre le formule vuote di intellettualmente evoluto, attuale, mi piace, interessante, funziona…le opere dentro la chiesa di napoli..perchè? In relazione alla lunga intervista rilasciata da Tosatti.

        Grazie
        LR

      • parole al vento8

        E’ incredibile come non si colga mai l’ironia che sta dietro alle mie dichiarazioni. Che si parli male di artribune è vero e non solo durante le inaugurazioni (ormai sempre più simili a sfilate di eccentrici figuri). Per pneumatici invece vorrei solo dire che ArtForum era un esempio. Da un lato si continua giustamente (vedi LR) a chiedere un approfondimento sulle motivazioni critiche che sottendo ad affermazioni e scelte, dall’altro c’è chi insiste che l’approfondimento è snob e radical chic. Aggiungo poi che tutti gli organi di stampa d’arte vivono sulle pubblicità di mostre-gallerie-musei e tycoon di turno. Anche ArT. Si vedrà fino a che punto ArT riuscirà nell’intento di attrarre inserzionisti se poi il suo bagaglio di lettori e contatti web è interessato soltanto a “notizie” scandalistiche.

        • Pneumatici michelin

          Parolealvento8, va bene sono d’accordo
          naturalmente . Soltanto sono un pó stanco
          di certe panegirici dedicati ad Artforum come
          se fosse una bibbia mentre é una semplice
          rivista con una storia equilibri e presupposti da
          difendere, se non da imporre.

  • Facciamo SCELTE in continuazione e Artribune fa giustamente le sue scelte. Il vero dramma, la vera peste italiana, è il non saper argomentare queste scelte…oltre al fatto che Tosatti è professionalmente generoso, molto ambizioso, passionale e organizza tante cose dove si auto invita. E lo fa per carenze del sistema italiano. Ma il fatto che lo faccia non significa che il suo lavoro abbia valore, oltre ad una zoppicante forma di artigianato dell’arte contemporanea.

    Quindi aspetto ancora che Giacomelli e Redazione motivino la scelta di Tosatti. Oltre alla formula vuota di “intellettualmente evoluto” o “mi piace”, o “interessante” o “funziona”…

    Questo vuoto critico è il vero dramma. E l’anonimo non è Rossi ma Giacomelli. Perchè qui parliamo di critica e non di gossip (New York Time e altre sciocchezze)

  • A mio parere è molto significativa l’immagine di un giovane italiano con dietro un telescopio fatto di lamiera di recupero. Quel progetto aveva contribuito a Kremlino e viveva solo in un video di documentazione.

    Bisognerebbe iniziare ad avere modi positivi e non queste continue elaborazioni di arte povera 2.0.

    • Angelov

      …”con dietro un telescopio fatto di”…bidoni, perché le promesse non mantenute, si chiamano appunto BIDONI…

  • Nessuno continua ad argomentare la scelta fatta. In relazione alla mostra napoletana dell’artista.

    Se vogliamo fare due passi indietro, Artribune dovrebbe dire come un certo RUOLO DI ARTISTA SIA OGGI IN CRISI.

    Tosatti è solo l’ultimo epigono, sollevato dalla Fazione Romana dopo che quella Garuttiana di Milano sembra svanire sotto il pensionamento di Garutti. Sembra ancora la guerra dei comuni italiani nell’800, Guelfi e Ghibellini, Mille Campanili ottusi che si criticano senza argomentare nulla.

    Il curatore è diventato il super artista con cui parla la committenza. E anche Tosatti cerca di fare questo, ma in modo strabico e subdolo (invitare se stesso e gli amici al talk con Kounellis). L’artista, comunemente definito, deve fare un passo indietro e vestire ogni ruolo in modo manifesto: spettatore, artista, curatore, critico, giornalista, ecc ecc. In una parola BLOGGER, se vogliamo. Questo fa il Sig. Rossi. E pur criticando un certo sistema abbiamo incontrato, come blog, il favore di molti operatori italiani (Cavallucci, Di Pietrantonio). Con costoro è sempre in atto un dialogo critico, perchè non si tratta di incensare ma di argomentare in modo onesto e leale.

    • Antonio Marras

      Ma lei cosa ne sa di cosa vogliono essere gli artisti. Io seguo i suoi commenti da alcuni mesi e non ho mai avuto la necessità di iscrivermi e rispondere però la curiosità è tanta. Lei ha uno sguardo molto duro che sicuramente ha del vero nasconde un ragionamento sul quale sono parzialmente (a volte totalmente) d’accordo. Ma non capisco la sua aggressività, il suo pessimismo. Vogliono tutti essere Cattelan, oppure sono degli artigiani. Magari ha ragione lei ma la prego, per rispetto del pubblico che legge e dello spettatore in generale, lasci che sia il tempo a portare un giudizio perché quello sarà certamente più valido del suo o del mio dati in modo affrettato oggi.
      Con questo mi auguro di non ricevere qui la solita sua risposta un po arrogante del tipo “forse è lei che non capisce niente, il confronto si costruisce in italia manca quello e nessuno fa una critica ma si è tutti pecoroni…”
      La prego, non porti lei il giudizio delle cose ma lasci che sia il tempo a farlo. Non si sostituisca a nessuno. Ma se posso permettermi, in genere le persone a cui preme manifestare continuamente la propria opinione sono individui che non riescono a realizzarsi in qualche cosa. Ora io mi sono informato e mi è stato detto che lei era un artista che poi le cose non sono andate come lei stesso sperava e quindi è iniziata la crocifissione del blog, prima dalla Elena e poi qui. Io mi auguro profondamente che lei sia pagato dalla redazione per creare audience perché altrimenti qui bisognerebbe citare la “Polli e Asinelli Foundation”

      • Solita leggenda di Enrico Morsiani, che con la nascita di whitehouse non c’entra nulla. Morsiani aveva partecipato a molte mostre, era ed è apprezzato e aveva anche una galleria di buon livello. Ma poi è stato infamato da questo bel sistema che abbiamo in Italia, e si è trovato ostracizzato. Nulla di male. Dopo questa storia io ho iniziato a collaborare con Morsiani per un progetto di divulgazione unico nel suo genere. Ma per Morsiani, dal punto di vista della carriera, il mio blog è stata una rovina. E di questo mi dispiace.

        Io cerco solo di stimolare e argomentare una critica sulle opere. Spesso l’arte diventa il rifugio dei mediocri (sedicenti artisti e ricercatori) perché si pensa che in arte tutto possa andare bene. Ed invece non è così, come per ogni altra disciplina.

  • Scusate chi decide chi e’ il miglior artista giovane o il miglior Critico? mi sembra che tutte queste vostre decisioni vengano prese da persone che capiscono ben poco d’Arte, o condizionate da raccomandazioni estranee all’arte. in Italia in quanto a raccomandazioni e mancanza di meritocrazia siamo purtroppo i primi al MONDO.

    • Beatrice F.

      Cara redazione…
      dunque da quel che dice il signor Arnaldo…
      la redazione di una rivista d’arte è fatta di persone che di arte ne capiscono ben poco.

      Non si finsce mai di imparare…
      Leggerò la classifica dell’arte stilata da Quattroruote….
      Forse secondo la logica stringente del signor Arnaldo sarà stata redatta da veri esperti…

  • CANE

    un’ennesima conferma del fatto che il 2013 non è stato un buon anno

  • Paolo

    Avete dimenticato il Miglio Urlatore dell’anno, che anche questa volta è stato Pino Boresta.

  • Beatrice F.

    Ma perché lavori???
    Eh… sarebbe ora che ti impari un mestiere!!!

    • Sì, io so fare tanti mestieri, mentre tu secondo me sei un addetto ai lavori o sedicente tale. Sempre a offendere a caso Luca Rossi. Ma lo so la verità fa male.

  • La scelta di Michele Dantini assolutamente centrata. Condivido in pieno.

  • Va benissimo che ci siano diversi clan che sostengono il loro artista. Questa è una cosa sana. Io non voglio arrivare primo ma voglio dire che:

    – arrivare primo non sta contando nulla

    – non esistono ragioni per cui i primi sono primi

    Nessuno in Italia argomenta criticamente il lavoro di Ancarani, Tosatti, Aceto, Arena, Biscotti, Stampone ecc ecc

    Argomentare questi artisti significa evirarli. Mentre argomentare alcuni maestri è straordinario. Vedo giornalisti che potrebbero gestire anche un giornale di giardinaggio o cucina. C’è la pretesa che in arte tutto possa andare, diventando il rifugio dei mediocri. Non è così! L’arte presiede ogni cosa e possiamo sviluppare un’argomentazione oggettiva. Si misurano gli artisti dal numero di commenti sotto, quando sono io che commentando per primo creo una valanga di commenti, spesso inutili.

    • Caro Whithehouse
      Raramente intervengo in questi “commentarii” – che però seguo e leggo quasi giornalmente – perché comunque nel mio piccolo faccio parte di un gruppo di persone che contribuisce a realizzare questo giornale – dunque sono un giocatore, non posso fare anche l’arbitro e/o il telecronista – ma ci tengo a precisare che:

      – questa classifica del “meglio del 2013″ non può essere matematicamente il risultato di logiche partigiane ed oligarchiche perché nei giorni scorsi a tutti i collaboratori e’ arrivata una mail con cui si chiedeva di indicare le proprie preferenze rispetto all’artista dell’anno, alla galleria dell’anno, alla mostra dell’anno, ecc. anticipando e superando così i meravigliosi risultati odierni della democraziadirettaonline dei giovani pentastellati…

      -a me sembra che molte critiche – per carità legittime – verso i metodi e le analisi presenti su questa testate siano davvero ingenerose: a me Artribune piace di brutto, ci trovo sempre dei contenuti interessanti e stimolanti, e la utilizzo veramente per arricchire la mia conoscenza del mondo dell’arte, anche grazie ai forum con i commenti utili o inutili ( in questo caso s’impara anche qualche nozione di antropologia…). Poi va da se tutti c’abbiamo dei difetti, ma non scadiamo nel ” relativismo d’accatto”, come dice saggiamente Marco

      -la linea editoriale e’ chiara, la difendono e la rivendicano da sempre il direttore e la redazione centrale, questo della classifica e’ un giochino in un mare di articoli seri, di momenti di confronto, di contenuti multimediali,di argomenti visitati ed analizzati secondo il criterio dell’interesse collettivo culturale ed artistico, e’ un mosaico di firme di gente perbene, competente, in grado di argomentare le proprie preferenze. Guardiamo alle cose che funzionano, non tendiamo sempre al ribasso ed alla ripicca, sennò sembra di tornare ai tempi dei guelfi e dei ghibellini…

      Eppoi non voglio pensare se un domani mi propongono di fare il calendario di Artribune mezzo nudo: oddio una ridda di commenti inorriditi! Vi avverto, non riempite il forum, purtroppo c’ho già la panza a 36 anni…

      • Caro Max,

        condivido la scelta di Dantini e non condivido quella di Tosatti. Quello che critico è la totale incapacità di fare le differenze, di argomentare il “mi piace”. I collaboratori di Artribune vivono questa stessa incapacità.

        Giacomelli si è sbilanciato in un “intellettualmente evoluto”. Cosa significa oggi???? Che ha studiato? Tutti hanno studiato….

        Lo dico con onestà perchè un progetto di Tosatti ha contribuito ad un progetto curato da me.

        Tosatti, come i giovani della sua generazione, è inzuppato di nozioni e citazioni colte; è inzuppato di illusioni sul suo futuro. Tosatti vuole giocare alla nuova avanguardia artistica, ad essere il Kounellis 2.0: ma se leggiamo gli intenti e i risultati c’è uno scollamento terrificante. L’arte di qualità e di valore lavora oggi su i modi e su gli atteggiamenti, non sulle citazioni e la retorica di Platone e Kounellis. Il ruolo di artista che Tosatti si ostina a inseguire è totalmente anacronistico e scollegato dal presente e dalla contemporaneità….Artribune dovrebbe dire questo!

        Le opere di Tosatti depongono per una prevedibile e pretenziosa archeologia del ready made. Punto. Nessun coinvolgimento di persone, niente di più. E’ ovvio che se io vado a lavorare in piazza a Napoli le persone che mi vedono vengono coinvolte…si fermano, parliamo, e quindi? Non è cosa faccio ma COME lo faccio.

        Giacomelli dice “intellettualmente evoluto”….intellettualmente parlando la Peste, a cui si riferisce Tosatti, NON è a Napoli ma è nelle nostre case. Questo è un errore gravissimo.

        Per questo da 5 anni lavoro ad opere e progetti che vivono su questa consapevolezza. Ma i collaboratori di artribune dove sono? Valentina Tanni ha scritto un articolo sul mio lavoro con 3 anni di ritardo….nessun problema. Abbiamo dialogato. Ma poi più nulla….

        Non c’è interesse vero da parte dei critici e giornalisti, ognuno pensa a campare e Tosatti è un perfetto standard. E’ un bravo ragazzo appassionato e ambizioso…” ma sì diciamo che è lui la cosa migliore”….ma sono scelte che vengono fatte senza alcuna riflessione reale…la prima vittima di questo è Tosatti…

        • Te piacerebbe

          ma non mi risulta che la Tanni abbia mai scritto alcun articolo sul tuo lavoro, Rossi!

  • Riccardo R.

    Bella classifica.
    Condivido pienamente.
    Il Madre, Montanari, il grande Paci, reduce da un anno veramente importante.
    Ma soprattutto Tosatti, di cui vidi il lavoro al San Camillo di Roma. La più bella e possente opera vista negli ultimi 20 anni. E ho avuto il piacere di scendere a Napoli per vedere questa prima installazione del ciclo che sta facendo lì. Impressionante. Densa. Lucida. Ed è solo il primo capitolo di un’opera che si dispiegherà e capirà a pieno nel tempo. Per me lui verrà fuori veramente come uno dei grandi.
    Su che belle forze può contare oggi l’arte contemporanea italiana! Gioni e gli altri che non ho citato compresi. E brava Artribune che ha fotografato questa situazione.

    • Ernesto

      Personalmente della classifica non condivido molto la Collu come miglior direttrice di Museo italiano e nemmeno Hou Hanrou, che deve dimostrare ancora tutto e che mi pare dalla composizione della prima stagione al Maxxi, non abbia dato prova di particolari illuminazioni.
      Condivido invece sia Paci che Tosatti, due artisti che l’Italia dovrebbe tenersi stretti e valorizzare al massimo. Paci sta avendo una ottima fortuna internazionale in questo periodo e il rischio e che finisca per volare via finendo per essere l’ennesimo artista “born Albanian” e poi magari naturalizzato americano. L’Italia dovrebbe usare questi artisti come ambasciatori di una cultura ancora viva e forte, a dispetto delle istituzioni. Il lavoro della colonna sulla nave di Paci è forse l’opera più importante per questo 2013 anche a livello internazionale. Un lavoro che fa il punto sulle trasformazioni politiche e i riassetti culturali mondiali, che però mantiene tutta la bellezza della classicità.
      Tosatti è più giovane, ma è una forza della natura. Ha fatto bene in Italia. Sta facendo bene in America da qualche anno. Ed è uno dei pochi artisti che hanno una ricerca e un percorso veramente indipendenti e originali. Un artista non accostabile a nessun altro e nemmeno a nessun maestro. Un altro valore che l’Italia dovrebbe tenersi stretto.
      Gli altri nomi mi vedono sostanzialmente d’accordo. Gioni, dimostra tutto quel che ho scritto fin ora. Altro italiano d’oro. Altra fuga.
      Ma un apprezzamento particolare lo do ad Alfonso Artiaco, che in tempi di crisi e di ossessione per le fiere ha invece voluto ribadire l’importanza della galleria prendendo un nuovo spazio splendido che omaggia gli artisti prima di tutto.
      L’unica domanda è per la redazione. Ma se metà dei vostri “best” del 2013 vengono da Napoli… come mai che la città migliore è Milano? Non mi tornano i conti. Ma la mia è solo una provocazione. Da buon napoletano….

      • Dario

        Condivido!!!
        Grande Paci e grande Tosatti, li ho visti ultimamente tutti e due a Casabianca a Bologna. Due pesi massimi. Due artisti di cui l’Italia dovrebbe andar fiera a livello internazionale.
        E sono molto felice che artisti come loro continuino a collaborare con piccole realtà come Casabianca, perché si capisce che il loro interesse è nei progetti e negli incontri che si fanno, e non solo nella “carriera”. Questi sono gli artisti veri.
        Ma questa cosa si legge principalmente nei loro lavori e nella lucidità che li anima.

        • Dario, così però viene da pensare che tu sia Tosatti stesso. Questo ruolo a cui vi hanno educato è oggi una fregatura…ma capisco che l’ambizione e il fatto di volere fare a tutti i costi l’artista siano cose difficili da arginare….ma fallo prima che sia tardi.

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