Tutti i numeri del Maxxi nel 2013. +40% di visitatori, 10 milioni di budget, comitato scientifico e spending review. E Hou Hanru presenta tutta la nuova stagione

Prima i dati, numerici e quindi difficilmente oppugnabili: circa 300mila visitatori nel 2013, oltre il +40% rispetto al 2012; 37 mostre, tra quelle già in corso dalla fine del 2012 e quelle inaugurate nel 2013, di cui 27 prodotte e coprodotte, 6“esportate” in prestigiose sedi internazionali; un budget di circa 10 milioni di euro, di cui il 60% di fondi statali e il […]

Hou Hanru - MAXXI, Roma - photo ©Musacchio & Ianniello

Prima i dati, numerici e quindi difficilmente oppugnabili: circa 300mila visitatori nel 2013, oltre il +40% rispetto al 2012; 37 mostre, tra quelle già in corso dalla fine del 2012 e quelle inaugurate nel 2013, di cui 27 prodotte e coprodotte, 6“esportate” in prestigiose sedi internazionali; un budget di circa 10 milioni di euro, di cui il 60% di fondi statali e il 40% proveniente da autofinanziamento (partnership e sponsorizzazioni, biglietteria, bookshop e caffetteria, royalties, vendita mostre, programma di membership, quote soci) con l’obbiettivo però di arrivare a fare ‘fifty fifty’: 5 milioni dallo Stato (quelli previsti, di qui all’infinito, dal decreto Valore Cultura di Massimo Bray) e 5 milioni di autofinanziamento. Che vuol dire, tra le mille cose, anche gli eventi del lunedì, quelli che rischiano sempre di finire scioccamente criticati, tipo le serate con immancabili signore al botox rigorosamente al lunedi, quando il museo è chiuso: al MoMA o al Metropolitan sono la norma, qui si finisce su Dagospia ogni volta benché tutto questo mondo contribuisca per 600mila euro l’anno.
Ma al di là delle polemiche questo, per grandi linee, è il 2013 del Maxxi, così come emerge dalla presentazione avvenuta questa mattina alla presenza del presidente Giovanna Melandri e delle consigliere di amministrazione Beatrice Trussardi e Monique Veaute. Oltre che del direttore Hou Hanru. “Serietà, internazionalità, responsabilità, risparmio e revisione della spesa” sono le cose che la presidente e le sue consigliere hanno rimarcato con lucidità. “Il museo si è articolato in dipartimenti come tutti i musei seri del mondo, abbiamo nominato un direttore con modalità internazionali, abbiamo tolto risorse da dove erano improduttive e le abbiamo messe sugli eventi” spiega Melandri. “Il nostro modello di fondazione e la sua indipendenza” è arrivata a dire Monique Veaute “dovrebbe essere presa a modello dal Ministero della Cultura e applicata in altri contesti”. E’ stato inoltre introdotto un altro organo del Museo che prenderà vita nei prossimi mesi: “per ora siamo a circa una metà dei membri trovati, vorremmo arrivare a 20” ha detto Giovanna Melandri. Qualche nome? Achille Bonito Oliva, Michelangelo Pistoletto, Rem Koolhaas, Cino Zucchi, Jean Nouvel, Fulya Erdemci, Cuauhtémoc Medina, Zdenka Badovinac, Beatrix Ruff e Hans-Ulrich Obrist. Gli altri arriveranno.
C’è poi l’aspetto del museo come piattaforma culturale: 272 eventi, di cui 176 prodotti e coprodotti (tra cui le lezioni di storia dell’arte, quelle sulla danza contemporanea e sulle energie che muovono il mondo, MAXXIinWeb, gli incontri con Sou Fujimoto e Wim Wenders, Cinema al MAXXI, TechCrunch Italy e, sulla piazza, la Festa dell’Europa, il ricco programma estivo di YAP e, a proposito di polemiche sterili, le lezioni di yoga). E l’apertura ai giovani, agli studenti, alle famiglie, “sempre protagonisti anche grazie al lavoro costante del Dipartimento educazione (237 laboratori per ragazzi con circa 7mila partecipanti) e al servizio offerto a migliaia di studenti dal MAXXI B.A.S.E. il centro di documentazione e biblioteca del museo (30mila volumi e 130mila documenti, circa 4mila ingressi nel 2013)”. Grande risalto è stato poi dato ai social network: il Maxxi si conferma come il museo più social d’Italia con risultati lusinghieri – sempre relativamente al mercato italiano – su Twitter, Facebook e compagnia. “Anche qui, come sui visitatori” ha chiosato la presidente “tutti i dati sono positivi ma ampiamente migliorabili”.

Il Maxxi  di Roma

Ma l’incontro romano non serviva solo a guardarsi dietro alle spalle: sono infatti ben 8 le mostre in corso al MAXXI in questo momento, a partire da Non basta ricordare. Collezione MAXXI, a cura di Hou Hanru, che accompagnerà la vita del museo fino al 28 settembre 2014. Tra le novità del 2014, in arrivo la personale di Ettore Spalletti che vede la collaborazione tra MAXXI, GAM di Torino e MADRE di Napoli (marzo 2014, a cura di Anna Mattirolo); la mostra dedicata al maestro del design Gaetano Pesce (maggio 2014, a cura di Domitilla Dardi e Gianni Mercurio); il Premio MAXXI per i giovani artisti italiani (maggio 2014, a cura di Giulia Ferracci. “Non vedo l’ora di sapere chi sarà il vincitore” ha detto Hanru) e l’edizione 2014 di YAP MAXXI, per i giovani talenti in architettura, con partner d’eccezione come il MoMA PS1 di NY, Constructo di Santiago del Cile e Istanbul Modern (giugno 2014, a cura di Margherita Guccione e Pippo Ciorra).
E poi le nuove mostre a cura del direttore artistico Hou Hanru: Utopia for sale?, omaggio all’artista Allan Sekula scomparso pochi mesi fa, con i lavori video e le installazioni di 5 artisti che riflettono sui temi della globalizzazione (febbraio 2014); la prima tappa del progetto Indipendent Space,  dedicato alle piattaforme indipendenti (giugno 2014); Open Museum, Open City che occuperà la totalità del museo con una modalità immateriale e spettacolare; la personale dedicata a Huang Yong Ping, in collaborazione con Red Brick Art Museum di Beijing (Cina).
Capitolo urbanistico: il Maxxi vuole essere anche attore, non solo spettatore, dei grandi cambiamenti che l’area del Flaminio a Roma sta mettendo in rampa di lancio. Tutte le caserme di fronte al museo, come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa, si trasformeranno in Città della Scienza, residenze, spazi commerciali, hotel. “Ci vedremo con il sindaco Marino per parlare di tutto questo il prossimo 30 gennaio” dice Melandri “ma io credo che lì si debba lavorare di restauro senza immobilizzare troppe risorse per edifici architettonicamente caratterizzati e costosi”.